Il luogo comune per cui «non esistono più le mezze stagioni» è uno dei cavalli di battaglia di chi ama fare due chiacchiere sul tempo, e le sue origini sono antiche. Giacomo Leopardi, nello Zibaldone, spiegò che tale modo di dire era ben conosciuto già ai tempi di Lorenzo Magalotti, diplomatico del Seicento, come dimostra il contenuto di una sua lettera: «Egli è pur certo che l'ordine antico delle stagioni par che vada pervertendosi. Qui in Italia è voce e querela comune, che i mezzi tempi non vi son più; e in questo smarrimento di confini, non vi è dubbio che il freddo acquista terreno».
Nel corso dei secoli non si è persa l’abitudine di idealizzare la primavera e l’autunno: periodi dolci, di transizione, senza variazioni eccessive di temperatura. In realtà i «mezzi tempi», come li definì Magalotti, sono capricciosi e spesso ci regalano sbalzi termici notevoli.
Negli ultimi 75 anni
La primavera, ad esempio, è la stagione della variabilità, non del sole: rovesci, temporali e perturbazioni più o meno intense sono ingredienti immancabili del menù meteorologico di aprile e maggio, ma ogni regola ha le sue eccezioni. Quest’anno, ad esempio, stiamo vivendo un mese di aprile insolitamente stabile e caldo.
Le parentesi piovose, nella maggior parte dei casi, hanno portato accumuli modesti, mentre le temperature sono state spesso e volentieri al di sopra della media, tanto da permetterci di conquistare un posto nella top five dei mesi di aprile più caldi di tutta la serie storica di Ghedi, iniziata nel 1951. Tra un paio di giorni tireremo le somme e conosceremo l’esatta posizione in classifica, ma il podio sembra essere alla portata.
Il meteoquiz
Ora sveliamo la soluzione dell’ultimo meteoquiz: i cumulonembi, ovvero le nubi temporalesche, possono raggiungere altezze considerevoli, in alcuni casi vicine ai 15-16 chilometri.
A proposito di temporali, ecco un altro quesito per mettere alla prova le vostre conoscenze sul tema.



