Quando si parla di cambiamenti climatici, ognuno vuol dire la sua. C’è chi rimpiange, comprensibilmente, le estati del passato e chi, invece, afferma con insindacabile sicumera che nulla è cambiato; c’è chi rievoca le nevicate della sua infanzia e chi, dei fiocchi a Brescia, ha solo un vago ricordo.
Memorie, sensazioni e immagini riaffiorano spesso in modo confuso e così, nel calderone dei ricordi a sfondo meteorologico, troviamo un’infinità di ingredienti, il cui risultato è, il più delle volte, un vero e proprio minestrone dal gusto indefinito.
I dati
Evviva la memoria collettiva e personale, ma se possiamo contare su osservatori attivi da tre quarti di secolo, forse è meglio lasciare l’ultima parola proprio ai dati, che ci aiutano a spazzar via ogni dubbio.
L’esperto meteo Stefano Masneri, grande conoscitore della serie storica di Ghedi, si è fatto una domanda molto semplice: quante volte, dal 1951 ad oggi, è stata superata la soglia dei 35 gradi? La risposta è semplice: centoquarantadue.
Di per sé, non significa nulla, ma Masneri ha suddiviso le massime «over 35» anno per anno, e il risultato lascia davvero senza parole. Dal 1951 al 1958 ci sono state dieci massime superiori ai 35 gradi, mentre dal 1959 al 1991 tale soglia è stata superata solo tre volte. Avete letto bene: in trentatré anni, l’osservatorio di Ghedi ha rilevato solo tre massime superiori ai 35 gradi (e così, abbiamo già svelato la soluzione dell’ultimo meteoquiz).
Da eccezionalità a normalità
Poi, qualcosa è cambiato: dal 1992 al 2006 i giorni con punte di oltre 35 gradi sono diventati trenta. Un balzo in avanti non da poco: siamo passati da tre volte in trentatré anni a trenta volte in quindici anni, ma ora mettetevi seduti, perché i dati dell’ultimo ventennio lasciano davvero senza parole.
Dal 2007 al 2026 (senza contare che l’estate di quest’anno è tutt’altro che conclusa) la stazione meteorologica di Ghedi ha rilevato novantanove massime superiori ai 35 gradi.
Inutile girarci intorno: ciò che un tempo rappresentava un evento eccezionale, una rarità assoluta, ora sta diventando la nuova normalità, e questa non è di certo una buona notizia.
Il nuovo meteoquiz
Si tratta dell’ennesima, eloquente fotografia di un clima irriconoscibile, sempre più distante da quello a cui eravamo abituati fino a pochi decenni fa, e nel recente passato il cambiamento ha mostrato un’accelerazione inequivocabile: delle novantanove massime «over 35» rilevate nell’ultimo ventennio, quasi la metà (quarantaquattro) appartengono agli ultimi cinque anni.
Non significa che d’ora in poi ogni estate sarà più calda della precedente (ci mancherebbe altro) o che non vivremo più parentesi fresche e piovose nei mesi di giugno, luglio e agosto, ma la tendenza in atto parla chiaro.
Per il nuovo quesito restiamo in tema e vi proponiamo un’altra statistica, legata alle notti in cui la temperatura rimane sopra la soglia dei 22 gradi.



