Passione Meteo

Breve storia dei tornado in Italia

Le supercelle e le trombe d’aria tanto temute non sono nuove nel nostro Paese, ma ciò non significa che il cambiamento climatico sia privo di effetti
Un'immagine del tornado che colpì Palazzolo il 3 luglio 1995 - Foto © www.giornaledibrescia.it
Un'immagine del tornado che colpì Palazzolo il 3 luglio 1995 - Foto © www.giornaledibrescia.it

Oggi cercheremo di fare chiarezza su un aspetto dei cambiamenti climatici che spesso genera una notevole confusione. Alcuni sono convinti che l’innegabile, e drammatico, aumento delle temperature avvenuto negli ultimi decenni abbia favorito la comparsa di fenomeni atmosferici mai visti prima d’ora in pianura padana, tra cui le tanto temute supercelle o, peggio ancora, le trombe d’aria. Se pensate che si tratti di new entry nel panorama meteorologico italiano, dovrete ricredervi.

Partiamo dalle famigerate supercelle: si tratta di temporali caratterizzati dalla presenza, al loro interno, di un mesociclone, che favorisce la rotazione della cella temporalesca. Non tutte le supercelle hanno la stessa intensità, anzi: alcune passano quasi inosservate, altre possono causare gravi danni ed essere accompagnate da raffiche superiori ai 100 chilometri orari.

Tale tipologia di temporale, in pianura padana, esisteva anche secoli fa, così come esistevano le grandinate, anche di notevoli dimensioni, e le trombe d’aria, o tornado, che dir si voglia (si tratta di sinonimi).

Nelle cronache estive, ogni raffica di vento in grado di provocare danni si trasforma puntualmente in una tromba d’aria, a dispetto del dizionario meteorologico, che meriterebbe più attenzione: se non si forma il classico vortice, che unisce la base del cumulonembo al suolo, non si può parlare di tromba d’aria. Chiariti questi aspetti, ecco alcuni eventi storici avvenuti nel Novecento, a dimostrazione del fatto che i tornado, nel Nord Italia, non sono affatto una novità.

In Brianza

Il 23 luglio 1910 una devastante tromba d’aria colpì la Brianza: i danni furono inestimabili e sessanta persone persero la vita. Ecco alcune righe tratte da un articolo pubblicato all’epoca sul giornale locale di Como: «La catastrofe è immane. Le notizie che ci recano i nostri redattori inviati sui luoghi devastati e quelle che ci mandano corrispondenti ed amici sono terrificanti. Dappertutto è una disperazione; dappertutto è il lutto. Sotto le macerie delle case abbattute giacciono vittime umane; innumerevoli feriti gemono nel dolore; famiglie intere piangono lagrime desolate! La bella, pingue, laboriosa e ricca Brianza è tutto un campo di desolazione. Disperse le messi già raccolte in biche sui campi opimi; crollati gli edifici ferventi di lavoro umano. Dappertutto, per la vasta zona che si stende dal varesotto al lecchese ed abbraccia la campagna milanese, è un lutto infinito».

La tromba del Montello

Il tornado più violento della storia italiana risale a quasi un secolo fa: il 24 luglio 1930 la terribile «tromba del Montello», in seguito classificata come F5 (scala Fujita) mise in ginocchio la provincia di Treviso, con ventitré vittime, mentre il 16 giugno 1957 toccò alla provincia di Pavia, e la Domenica del Corriere riportò così l’accaduto: «A Robecco, il turbine ha investito la chiesa, dalla quale poco prima erano usciti i fedeli, ne ha fatto crollare i muri e troncato netto il campanile. Qualche minuto dopo il tornado è sceso sull'altro villaggio (Valle Scuropasso) provocando la morte di sei persone». 

A Venezia

L’11 settembre 1970 la laguna di Venezia fu colpita da una violenta tromba d’aria e le vittime, in quell’occasione, furono trentasei. Nel nostro piccolo, non possiamo dimenticare il tornado che il 3 luglio 1995 colpì Palazzolo sull’Oglio, Capriolo e Cividate.

L’elenco potrebbe continuare, ma tanto basta per capire che i tornado, in Italia, esistono da sempre.

Gli effetti del cambiamento climatico

Ciò non significa che il cambiamento climatico sia privo di effetti, tutt’altro: anno dopo anno, l’inesorabile aumento delle temperature fornisce all’atmosfera una notevole quantità di energia, i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti.

Le ondate di caldo stanno diventando sempre più intense e frequenti, i record del passato vengono battuti con una facilità disarmante, la dimensione media dei chicchi di grandine è in aumento, i ghiacciai sono ormai agonizzanti e la piovosità ha un andamento molto irregolare: lunghe parentesi secche si alternano a violente perturbazioni, che trovano lungo il loro cammino un Mediterraneo sempre più caldo, il quale fornisce un ulteriore surplus di energia.

Lo scenario è tutt’altro che roseo e prenderne atto è il minimo che si possa fare, ma evitiamo di attribuire al cambiamento climatico la nascita di nuovi fenomeni atmosferici, che in realtà esistono da sempre.

Il nuovo meteoquiz

Ora spazio al nuovo meteoquiz, ma prima scopriamo insieme l’incredibile temperatura misurata a Mompiano all’alba del 9 luglio 2025: in quell’occasione l’osservatorio installato nei campi dell’azienda agricola Calina rilevò una minima di +9,6°C. Merito di una vera e propria irruzione fredda, che regalò ai bresciani un risveglio rigenerante, dopo il mese di giugno più caldo di sempre.

Ed ora, ecco il nuovo quiz, che tra una settimana ci permetterà di analizzare nel dettaglio una statistica molto interessante.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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