Outdoor

I calcari del zorzino e l’origine del Bögn in due ore di camminata

Un itinerario con percorso ad anello che si sviluppa attorno al golfo posto a ridosso della Punta delle Croci Bergamasche con vista su quelle Bresciane
Ruggero Bontempi
Uno scorcio suggestivo sul Bögn di Zorzino, con i rilievi in pietra calcare
Uno scorcio suggestivo sul Bögn di Zorzino, con i rilievi in pietra calcare

Tra gli elementi geologici del paesaggio dell’alto Sebino risalta, lungo la fascia rivierasca compresa tra Riva di Solto e Castro, il Bögn di Zorzino, il golfo posto a ridosso della Punta delle Croci Bergamasche che traguarda sulla riva opposta del lago la Punta delle Croci Bresciane ai piedi del versante nord-ovest della Corna Trentapassi.

L’origine del Bögn si riconduce a movimenti tettonici che hanno favorito la verticalizzazione degli strati di roccia dei Calcari di Zorzino sul versante meridionale, nettamente differenziati dalle rocce della Dolomia Principale che compongono il versante a nord.

Il richiamo delle componenti geologiche caratterizza la percorrenza di un itinerario con percorso ad anello che si sviluppa attorno e sopra il Bögn di Zorzino, del quale offre ottime visuali.

Percorso

Il punto di partenza dell’escursione è rappresentato dal paese di Riva di Solto dove si parcheggia in riva al lago. Da qui si inizia a camminare in direzione nord sul percorso ciclopedonale in sede protetta che si stacca a destra dalla strada statale. Fuori da una breve galleria il bögn è protetto dalle alte pareti verticali calcaree sotto le quali si transita ammirati.

In uscita dal punto di chiusura dell’insenatura si deve forzatamente percorrere un tratto accanto alla statale privo di marciapiede, fino ad osservare sul lato opposto l’indicazione del sentiero del bögn sul quale ci si immette attraversando la strada con grande cautela.

L’evidente traccia in alcuni tratti è piuttosto ripida e costringe a trovare il giusto ritmo per risalire il ripido versante del bosco termofilo. Il sentiero si avvicina in diversi punti al ciglio della scarpata, e avvicinandosi a questi con attenzione si ha la possibilità di osservare dall’alto la spettacolarità dell’insenatura e delle pareti che la circondano.

Al termine della salita il percorso da seguire, adeguatamente segnalato, mantiene la sinistra, passa oltre un’area di sosta attrezzata e continua fino ad immettersi su una strada asfaltata.

Le indicazioni riconducono in riva al lago e permettono di vedere l’insenatura dalla parte opposta rispetto a quella di salita. Raggiunta la strada rivierasca si svolta a destra per chiudere l’anello.

Scheda tecnica

Partenza e arrivo: Riva di Solto, 188 metri s.l.m.

Dislivello: 310 metri

Tempo di percorrenza: 2h

Difficoltà: E (escursionisti)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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