«Avverto il privilegio di sostare su queste vette e di vivere un rapporto così stretto con il cielo: stare con la testa nel cielo ci rende divini (…). La mia esperienza della realtà diventa esperienza spirituale, anche se il punto che cerco non si lascia possedere, anzi arretra mentre mi avvicino, e mi conduce fin sulla soglia dell’interiorità».
Il valore dell’esperienza di sacralità della montagna che molte persone condividono si condensa in queste parole estratte dal bel volume di Vittorio Sgarbi «Il cielo più vicino. La montagna nell’arte».
La sezione di Lumezzane del Club Alpino Italiano ha fatto proprio e sviluppato già da alcuni anni il tema affrontato dal critico ferrarese mediante la progettazione del percorso escursionistico «La Via del Sacro in Val Gobbia», che tocca diversi edifici sacri di interesse storico e artistico.
Come è fatto il tracciato

Questo tracciato copre uno sviluppo complessivo di 38 chilometri e un dislivello positivo di 3.000 metri, con difficoltà escursionistiche riservate agli escursionisti esperti nel tratto della variante alta del Sentiero 3V delle Tre Valli Bresciane.
La segnaletica dedicata dell’itinerario a tema accompagna gli escursionisti e illustra le caratteristiche e la storia di una serie di chiese, chiesette, eremi, santuari e cappelle, che rappresentano l’espressione della fede popolare radicata tra le montagne e sui crinali che uniscono la Val Gobbia ai limitrofi ambiti della Valle del Mella, del Garza e della Valle Sabbia.
Da Pieve di Lumezzane alla Madonna di Facqua
La Via del Sacro inizia dalla frazione Pieve di Lumezzane (chiesa parrocchiale e battistero del XIV° secolo). Prosegue poi verso la chiesetta della Madonna di Lourdes e quindi sul ripido sentiero che accompagna al prato della Chiesa di San Bernardo con l’adiacente Osservatorio Astronomico Serafino Zani. Il Santuario, risalente al XVI secolo, sorge al limite di un ripiano prativo.
Oltre la malga si incontra la Santella dei Giori e da questa si avanza sul frequentato sentiero che dalla località Grassi sale al santuario di Sant’Emiliano.

Rientrati ai Grassi si avanza fino alla cima del Sonclino e, lungo il Sentiero delle Tre Valli Bresciane, si arriva alla chiesetta della Madonna al Campo di Gallo, e poi alla chiesetta di Santa Barbara che regala una bella visuale sulla Val Gobbia. Lungo la cresta del Ladino si raggiunge la statua della Madonna di Facqua.
Dalla Madonna di Facqua all’eremo di San Giorgio
Il cammino continua dopo la Madonna di Facqua oltre la Punta Camoghera fino all’eremo edificato tra i faggi sulla sommità di un cocuzzolo, che è dedicato a San Vigilio Vescovo di Trento evangelizzatore della Valle Sabbia.

Dal santuario si scende al Passo del Cavallo dove è stata eretta, alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, la chiesetta dedicata al Cristo dei Monti. L’impegnativa salita che segue conduce all’eremo di San Giorgio affacciato sulla valle omonima tributaria del Fiume Garza nel territorio di Caino.
Da San Giorgio alla cappella Combattenti di Lumezzane
Il riferimento successivo è dato dal Santuario di Conche che è una meta classica dell’escursionismo bresciano. La dedica del complesso è a San Costanzo del quale c’è una statua nella navata minore, e nei pressi è collocato il monumento all’Alpino a ricordo della battaglia di Nikolajewka.

Si scende ora incrociando in successione la cappelletta di Sant’Apollonio e la Santella di San Carlo La tappa finale accompagna alla chiesa dedicata ai Caduti e Dispersi in guerra posta in località Poffe Alte, raggiungibile con il sentiero 371 o direttamente in auto.



