«Avverto il privilegio di sostare su queste vette e di vivere un rapporto così stretto con il cielo: stare con la testa nel cielo ci rende divini (…). La mia esperienza della realtà diventa esperienza spirituale, anche se il punto che cerco non si lascia possedere, anzi arretra mentre mi avvicino, e mi conduce fin sulla soglia dell’interiorità».
Il valore dell’esperienza di sacralità della montagna che molte persone condividono si condensa in queste parole estratte dal bel volume di Vittorio Sgarbi «Il cielo più vicino. La montagna nell’arte».



