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Il corvo imperiale: acrobata dei cieli, tra leggenda e natura selvaggia

Tra pareti rocciose, praterie e ambienti selvaggi, un grande passeriforme dal piumaggio nero sorprende per intelligenza, agilità in volo e capacità di adattamento
Ruggero Bontempi
Super apertura alare, può raggiungere una lunghezza compresa tra 60 e 70 centimetri
Super apertura alare, può raggiungere una lunghezza compresa tra 60 e 70 centimetri

Tra i dirupi rocciosi degli ambienti di alta quota e anche nei dintorni dei rifugi alpini gli escursionisti possono talvolta ammirare le acrobazie in volo di un uccello che nell’immaginario collettivo ha alimentato leggende sinistre. Si tratta del corvo imperiale (Corvus corax), la specie che presenta le dimensioni maggiori nella famiglia dei corvidi alla quale appartengono anche il gracchio alpino, la nocciolaia, la ghiandaia, la cornacchia grigia e il corvo comune.

Le caratteristiche

Questo grande passeriforme può raggiungere una lunghezza compresa tra 60 e 70 centimetri, un peso di quasi un chilo e mezzo e un’apertura alare che supera abbondantemente il metro. È capace di planare per lunghi tratti e di lasciarsi sollevare dalle correnti ascensionali senza battere le ali, può abbandonarsi in caduta esibendosi in picchiate mozzafiato, e riesce anche a volare per brevi tratti con la pancia rivolta verso l’alto.

La sua presenza non si osserva nelle sole zone di montagna, ma si riscontra anche in altre aree impervie e selvagge, nelle praterie e in zone coltivate ricche di risorse alimentari, fino alle aree antropizzate se sono prive di disturbi arrecati dall’uomo, che comprendono le discariche dove può costituirsi in gruppi di numerosi individui.

Il suo piumaggio mostra un colore nero lucido dai riflessi violacei. Neri sono anche il becco, robusto e leggermente incurvato a uncino, la coda cuneiforme e le zampe dotate di artigli ricurvi. Il colore scuro uniforme delle parti del corpo unito al suo canto gracchiante lo hanno fatto accostare in passato alla sfortuna, e le atmosfere cupe del celebre film «Il corvo» con Brandon Lee hanno cinematograficamente sfruttato questa nomea.

Data la sua capacità di attaccare ungulati, animali malati o debilitati il corvo imperiale è temuto dagli allevatori e ha subito in passato periodi di persecuzione.

Il ruolo nell’ecosistema

La sua dieta è onnivora e comprende insetti, anfibi, rettili, piccoli mammiferi e uccelli. Nei contesti ambientali frequentati gli si riconosce l’importante ruolo di operatore sanitario, in riferimento alla sua predilezione per gli animali privi di vita. Cibandosi di carcasse richiama anche volpi e lupi in un regime di convivenza funzionale tra specie diverse.

Quando si forma una coppia di corvi imperiali resta unita per tutta la vita. Rafforza il legame mediante imbeccate e curandosi vicendevolmente il piumaggio, e mantiene fedeltà anche al territorio prescelto per la nidificazione. Il nido viene allestito su una cengia o in una nicchia di una parete rocciosa.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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