Outdoor

L’anno dei pascoli e dei pastori ricorda l’armonia della natura

Una campagna Fao informa sul valore per la diffusione di sistemi agroalimentari sostenibili, la conservazione della biodiversità e la resilienza climatica
Ruggero Bontempi
Le belle alture della Val Trompia dove i bovini trovano pascolo
Le belle alture della Val Trompia dove i bovini trovano pascolo

«E vanno pel tratturo antico al piano, quasi per un erbal fiume silente, su le vestigia degli antichi padri». La poesia «I pastori» di Gabriele D’Annunzio ha contribuito a fare conoscere a molti studenti per la prima volta il fascino della vita rurale e pastorale, che si manifesta, pur con diverse declinazioni, in molte aree del mondo.

Oltre alle zone prealpine, alpine e appenniniche con le quali gli appassionati di montagna italiani trovano un contesto di immediato paragone, le aree dedicate al pascolo interessano anche savane africane, steppe asiatiche e grandi pianure americane, e coprono circa la metà della superficie terrestre.

L’Anno internazionale dei pascoli e dei pastori

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) ha promosso per questo nel 2026 l’Anno internazionale dei pascoli e dei pastori, una campagna di informazione planetaria finalizzata a sensibilizzare e valorizzare il contributo fondamentale apportato dai pascoli e dai pastori per la diffusione di sistemi agroalimentari sostenibili, la conservazione della biodiversità e la resilienza climatica.

Il pascolo è uno degli elementi che caratterizzano maggiormente l’allevamento biologico, nel quale si coniugano benessere animale, sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare.

Il valore degli ecosistemi montani

Nelle zone di montagna i pascoli si configurano come superfici erbose che forniscono cibo a diversi animali erbivori. Sono ecosistemi aperti che rappresentano l’habitat di molte specie vegetali e animali, caratterizzano il paesaggio e rivelano la loro funzionalità anche per il rallentamento del deflusso superficiale, il freno all’erosione e il sequestro di gas ad effetto serra. L’allevamento al pascolo inoltre può rappresentare l’unica attività che permette di ricavare alimenti per l’uomo da aree marginali altrimenti precluse alle coltivazioni agrarie.

I custodi dei paesaggi

I pastori sono i custodi fondamentali di questi paesaggi. A loro sono affidati circa un miliardo di animali, che comprendono soprattutto pecore, capre, bovini e cavalli nelle zone interessate della nostra provincia, e anche camelidi, yak, cavalli, renne e bufali in altre aree del mondo, dove contribuiscono a mantenere tradizioni e saperi locali.

Le aree ancora oggi destinate alle attività del pascolo e dell’alpeggio costituiscono una componente dei paesaggi alpini così acquisita agli occhi degli escursionisti da sembrare quasi un elemento di matrice naturale. Sono invece espressioni di impegno e ingegno umano, dentro una prospettiva di armonia con la natura da apprezzare e custodire.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...

Sport

Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...