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Come arrivare sul Monte Borei, tra percorsi testimoni della guerra

Da Rango di Cimego un itinerario poco frequentato verso una vetta ricca di resti militari, lungo boschi, creste e antiche tracce di confine
Ruggero Bontempi
Il Monte Borei, lungo la dorsale che separa la Valle di Ledro dalla Valle del Chiese
Il Monte Borei, lungo la dorsale che separa la Valle di Ledro dalla Valle del Chiese

Nel corso della Prima guerra mondiale la Valle del Chiese, trovandosi sul confine tra gli ambiti dell’impero Asburgico e quello del Regno d’Italia, fu teatro di aspri combattimenti soprattutto nelle fasi iniziali del conflitto.

A distanza di oltre un secolo sono ancora numerose le testimonianze osservabili che il vasto territorio limitrofo alla Valle Sabbia custodisce e mette a disposizione per disegnare e percorrere a piedi escursioni di interesse storico, che completano l’eterogeneità dei motivi di richiamo nei quali si collocano anche quelli di carattere naturalistico e rurale.

Scegliamo tra le tante mete quella del poco frequentato Monte Borei che si eleva tra i più conosciuti monti Cadria, Nozzolo e Stigolo lungo la dorsale che separa la Valle di Ledro dalla Valle del Chiese.

Il percorso

Malga Caino, immersa nei boschi della Valle del Chiese
Malga Caino, immersa nei boschi della Valle del Chiese

Si raggiunge la zona industriale di Cimego e da qui si prosegue in auto ancora per circa otto chilometri sulla strada per la malga Caino, e si avanza oltre questa fino alla località Rango nella conca di Gneson dove ci sono due baite, una piccola chiesa e un’ex casermetta con fregio risalente al 1916 sopra l’ingresso.

Si parcheggia a ridosso di questi edifici e, sul versante a monte, ci si incammina seguendo la direzione indicata dalla freccia del sentiero numero 450.

La salita attraversa un prato nel tratto iniziale e poi si inoltra nel bosco muovendosi sul «Senter da Stigol» fino a raggiungere dopo circa venti minuti il crocevia di Giuf e la tabella segnaletica del Passo di Rango.

Si continua a camminare a destra sul sentiero numero 458 che conduce ancora nel bosco fino alla Sella Cima del Visì che separa la vetta omonima a sud ovest dalla nostra meta a nordest.

Si piega quindi in quest’ultima direzione per seguire una traccia non segnalata ma identificabile senza troppa difficoltà per mezzo della quale, dopo circa venti minuti percorsi a ridosso della linea della cresta, si arriva sulla panoramica vetta della Cima Borei. Nella zona sommitale sono presenti resti di opere militari tra i quali, all’ingresso di un riparo ricavato nella roccia, una targa del 1916 della 4ª Compagnia del 66° Reggimento Fanteria.

L’itinerario di ritorno coincide con quello di salita.

Partenza: Rango di Cimego, conca di Gneson, 1169 metri s.l.m.

Arrivo: Cima Borei, 1584 metri s.l.m.

Dislivello: circa 415 metri

Tempo di percorrenza: 1h 10’ (solo andata)

Difficoltà: E (Escursionistico)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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