Nel corso della Prima guerra mondiale la Valle del Chiese, trovandosi sul confine tra gli ambiti dell’impero Asburgico e quello del Regno d’Italia, fu teatro di aspri combattimenti soprattutto nelle fasi iniziali del conflitto.
A distanza di oltre un secolo sono ancora numerose le testimonianze osservabili che il vasto territorio limitrofo alla Valle Sabbia custodisce e mette a disposizione per disegnare e percorrere a piedi escursioni di interesse storico, che completano l’eterogeneità dei motivi di richiamo nei quali si collocano anche quelli di carattere naturalistico e rurale.
Scegliamo tra le tante mete quella del poco frequentato Monte Borei che si eleva tra i più conosciuti monti Cadria, Nozzolo e Stigolo lungo la dorsale che separa la Valle di Ledro dalla Valle del Chiese.
Il percorso

Si raggiunge la zona industriale di Cimego e da qui si prosegue in auto ancora per circa otto chilometri sulla strada per la malga Caino, e si avanza oltre questa fino alla località Rango nella conca di Gneson dove ci sono due baite, una piccola chiesa e un’ex casermetta con fregio risalente al 1916 sopra l’ingresso.
Si parcheggia a ridosso di questi edifici e, sul versante a monte, ci si incammina seguendo la direzione indicata dalla freccia del sentiero numero 450.
La salita attraversa un prato nel tratto iniziale e poi si inoltra nel bosco muovendosi sul «Senter da Stigol» fino a raggiungere dopo circa venti minuti il crocevia di Giuf e la tabella segnaletica del Passo di Rango.
Si continua a camminare a destra sul sentiero numero 458 che conduce ancora nel bosco fino alla Sella Cima del Visì che separa la vetta omonima a sud ovest dalla nostra meta a nordest.
Si piega quindi in quest’ultima direzione per seguire una traccia non segnalata ma identificabile senza troppa difficoltà per mezzo della quale, dopo circa venti minuti percorsi a ridosso della linea della cresta, si arriva sulla panoramica vetta della Cima Borei. Nella zona sommitale sono presenti resti di opere militari tra i quali, all’ingresso di un riparo ricavato nella roccia, una targa del 1916 della 4ª Compagnia del 66° Reggimento Fanteria.
L’itinerario di ritorno coincide con quello di salita.
Partenza: Rango di Cimego, conca di Gneson, 1169 metri s.l.m.
Arrivo: Cima Borei, 1584 metri s.l.m.
Dislivello: circa 415 metri
Tempo di percorrenza: 1h 10’ (solo andata)
Difficoltà: E (Escursionistico)



