Il vero paradosso delle elezioni svedesi è che l’estrema destra pur arretrando rispetto alla scorsa tornata potrebbe trovarsi per la prima volta al governo. Le consultazioni confermano i socialdemocratici di Magdalena Andersson come prima forza con la maggioranza relativa, ma potrebbe non essere abbastanza per governare pur sommando tutti i seggi ottenuti dalla coalizione di centro sinistra. Le proiezioni serali fotografano un 175 a 174 a favore del blocco progressista su quello conservatore guidato dal premier uscente Ulf Kristersson (il primo di destra del secondo dopoguerra, in un paese il cui dominio socialista pareva fino a qualche anno fa incontrastato).
Alcuni veloci appunti mentre i dati stanno prendendo forma possono essere annotati. Il primo è che i Democratici svedesi, nominativo ingannevole per il partito di estrema destra fondato nel 1988 da movimenti nazionalisti (e con echi neonazisti), avrebbe subito una battuta d’arresto. Dalla sua fondazione alle elezioni del 2022 si era contraddistinto per una crescita costante fino ad ergersi al 20,5%.
Varje regerings viktigaste ansvar är medborgarnas säkerhet. Den uppgiften tar vi på största allvar. Vår historiska upprustning av försvaret gör tillsammans med Natomedlemskapet att Sverige är tryggare än på många decennier, trots en orolig omvärld.
— Ulf Kristersson (@SwedishPM) September 2, 2026
Vi har just avslutat det… pic.twitter.com/ZipEQ2acev
Evidentemente il proprio massimo fisiologico visto che ora è accreditato poco sopra il 17%. Secondo: Kristersson ha già detto in campagna elettorale che, se sarà riconfermato premier, i Democratici entreranno nella compagine di governo. Una piccola rivoluzione visto che fino al 2022 anche in Svezia per il partito di estrema destra vigeva il cordone sanitario da parte di tutte le forze democratiche.
Ma all’indomani delle scorse elezioni il blocco conservatore aveva trovato un’intesa (durante un vertice nel castello di Tidö) per spezzarlo. L’«accordo di Tidö» ha permesso al governo Kristersson di avere l’appoggio esterno dei Democratici, facendo cadere un tabù e un argine democratico. La pretesa di normalizzare gli estremisti ha estremizzato e polarizzato la politica della progressista Svezia, dove le istanze degli Sverige Demokraterna sono oggi al centro del dibattito pubblico. Una vittoria maggiore di quella ottenibile alle urne.




