La posa della prima pietra fa parte della ritualità della politica. Parole, promesse e benedizioni. Ciò che conta davvero, però, è quanto è avvenuto prima della cerimonia (la progettazione e il reperimento dei fondi) e ancora di più quanto accadrà dopo: la realizzazione.
Cosa rappresenta il tram? Sicuramente una certa idea di città, una sorta di cucitura, l’idea di tenere insieme più aree di Brescia, anche alcune considerate o percepite un po’ remote rispetto al centro racchiuso nelle mura venete. Se la ponderosa opera di realizzazione della metropolitana, a conti fatti, ha davvero reso la città più fruibile e ne ha facilitato l’accesso dalla provincia, ma anche dai quartieri periferici, allora si può dire che il tram è un progetto complementare che perfeziona ulteriormente l’idea di rendere tutta la città più agibile. E vi è addirittura pronto il progetto di una seconda linea per cui oggi non ci sono fondi, ma che potrebbe essere obiettivo di una delle prossime amministrazioni cittadine.
Se da un lato vi è una visione di città moderna, in cui non si deve necessariamente andare a comprare il pane sotto casa usando l’automobile, dall’altro vi è ora una lunga fase, quattro anni, in cui non mancheranno polemiche. In Italia qualsiasi cantiere, grande o piccolo, provoca immediatamente una reazione pavloviana dei cittadini: raccolte firme, comitati più o meno spontanei di commercianti o di abitanti delle vie interessate. Con partiti affamati di consensi e spesso a corto di ideologie forti con cui coinvolgere gli elettori, le battaglie contro i cantieri si trasformano immediatamente in piccole crociate.

Sarebbe però un errore mettere tutto sullo stesso piano. Ci saranno proteste strumentali, alimentate più dal calcolo politico che dai problemi concreti. Ma ci saranno anche cittadini, commercianti e residenti che subiranno disagi reali, talvolta pesanti, nella loro vita quotidiana e nelle loro attività. Proprio per questo la risposta non potrà essere né l’indifferenza amministrativa né l’opposizione pregiudiziale. Chi governa in città deve essere preparato a non voltarsi dall’altra parte, a non ignorare le recriminazioni di chi si sentirà penalizzato dal cantiere di turno. Non dovrà cadere nella trappola politica quotidiana, ma al contempo dovrà vigilare in maniera quasi militare sul rispetto dei tempi per la consegna dell’opera e tenere informati i cittadini sullo stato di avanzamento, senza omettere eventuali difficoltà.

Chi è all’opposizione giustamente ne farà propaganda politica, ma senza dimenticare, tuttavia, l’obiettivo finale: una città più vivibile e fruibile. In fondo è nell’interesse di tutti. Brescia è in costante cambiamento: la sua rinnovata infrastrutturazione e la scommessa sulla mobilità sostenibile dovrebbero migliorare la nostra qualità di vita. Cucire insieme tutti i pezzi della città, in modo che nessuno sia escluso. Per questo c’è bisogno di tutti, a partire dal Comune che beneficia annualmente della milionaria cedola di A2A, ma anche della Regione e del Governo, nonostante oggi siano di colorazione politica differente. In fondo l’azione politica, oltre la ritualità delle cerimonie e delle belle parole, deve essere ispirata al bene comune di tutti i cittadini.




