I risultati delle elezioni amministrative celebrate settimane fa, per quanto riconducibili a pochi capoluoghi provinciali, possono comunque offrire alcune indicazioni alle forze che si propongono come possibile alternativa all’attuale Governo. Peraltro sono ormai in vista nuove consultazioni regionali, una sorta di test di medio termine, come si direbbe negli Usa, per la maggioranza alla guida del Paese. A maggior ragione si impone dunque la necessità di una riflessione da cui trarre ispirazione circa le linee da seguire da parte del centrosinistra.
Incoraggianti segnali sono sì provenuti dai successi riportati a Genova, Ravenna, Taranto, Nuoro, ma, come indicano le analisi condotte dall’istituto Cattaneo, il quadro politico complessivo non vede cambiamenti rilevanti, confermando comunque un dato che in sede locale spesso ricorre: la disponibilità per il centrosinistra di un personale, quanto ad affidabilità amministrativa, mediamente dotato di qualità e competenza. La qual cosa suggerisce – una evidenza tafazziana, se non si vogliono assumere scelte di tipo autolesionista – la necessità di proporre anche alle politiche, quale che sia la legge elettorale, candidature scelte in modo oculato, sulla base di una selezione che prediliga una riconoscibilità virtuosa, non riconducibile a mera volontà di mantenere equilibri interni di partito a scapito di un consenso espressione di radicamento, di effettiva capacità di rappresentanza dovuta ad indubbie doti e a conclamati meriti acquisiti in determinati campi.




