Opinioni

Il «mostro» perfetto da mettere al bando

La vicenda di Youssef Siher e la Repubblica fondata sulla campagna elettorale permanente che non riesce o, meglio, non vuole superare la «guerra dei Trent’anni» fra politica e magistratura
Youssef Siher - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Youssef Siher - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Una Repubblica fondata sulla campagna elettorale permanente. E che non riesce o, meglio, non vuole superare la «guerra dei Trent’anni» fra politica e magistratura. Da questi presupposti, ancora una volta, non si può prescindere nel cercare di analizzare la vicenda di Youssef Siher, il cui arresto non è stato convalidato. Nel disporre la liberazione dell’islamista residente a Brescia, la gip di Milano Tiziana Landoni ha sottolineato il fatto che il «Movimento 17 ottobre» ha espresso «modalità di protesta» contro le «attuali politiche governative», oltre a «evocare azioni di disobbedienza civile», le quali, però, non «si traducono nell’adozione di comportamenti violenti o più in generale criminosi, bensì nella mera programmazione di manifestazioni settimanali, capaci di sensibilizzare e coinvolgere il maggior numero possibile di persone».

E, al riguardo, si potrebbe rilevare come i pm avessero invece parlato a proposito delle attività di Siher di «una dichiarazione di guerra continua» e della volontà di «incutere un profondo timore nella popolazione e di destabilizzare l’ordinario corso della vita civile». Insomma, le visioni divergenti esistono anche all’interno della magistratura…

A scanso di equivoci, scriviamo qui in maniera esplicita quello che pensiamo: il sopracitato è un personaggio pessimo, un fan di Hamas (come da lui stesso ripetutamente proclamato) e un odiatore delle nostre istituzioni e di quello stile di vita e sistema di pensiero occidentale che gli ha consentito di studiare e di acquisire saperi e conoscenze. Ed è pure ambiguo e confuso – visto che era stato eletto in Senato accademico alla Statale con una lista liberalconservatrice –, nonché privo di rispetto per le regole, tanto da essere stato espulso dallo studentato Bassini per una serie di ritrovi e feste mentre erano in vigore i divieti per il Covid.

Ma il personaggio è diventato altresì l’oggetto della tentazione del potere politico di individuare scorciatoie simboliche per placare l’ansia montata nella popolazione riguardo l’ordine pubblico dopo le devastazioni e i saccheggi delle scorse settimane.

E, per quanto il suo profilo sia criticabile e negativo, viene difficile pensare che l’aspirante cattivo maestrino potesse essere da solo (anzi, insieme alla moglie) il «grande burattinaio» di tutti i disordini avvenuti. In questo contesto, la figura di Siher è stata trasformata in una sorta di capro espiatorio, un bersaglio ideale per costruire una narrazione muscolare del governo: un individuo controverso che risulta perfetto per una colpevolizzazione preventiva e una punizione esemplare da sbandierare quali prove tangibili del fatto che «lo Stato c’è» e le promesse elettorali di fermezza vengono mantenute.

Anziché ragionare sulle questioni di fondo e sulle soluzioni complesse, che devono tenere insieme la punizione di chi trasgredisce con gli investimenti sociali e il recupero di chi si sente non integrato, è scattato l’escamotage (e il riflesso pavloviano) della spettacolarizzazione dell’arresto per mostrare forza e determinazione. Come pure l’invocazione di pene detentive più aspre e la consueta logica della stretta repressiva da agitare come vessillo ideologico per l’opinione pubblica di destra, senza tuttavia – ed è questo il punto vero – che ne conseguano miglioramenti effettivi della situazione generale e della sicurezza collettiva.

Ma tutto fa brodo, scusate, propaganda. Magari anche e perfino un ingresso di Antonio Di Pietro nel Csm in quota meloniana. Perché è la campagna elettorale permanente, bellezza! Mentre lo Stato di diritto si infragilisce sempre di più...

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Commenti

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Ogni mattina il tuo quotidiano ti aspetta in edicolaOgni mattina il tuo quotidiano ti aspetta in edicola

Approfitta della promo e abbonati per un anno a soli 0,80€ a copia

SCOPRI DI PIÙ
Delitti Bresciani, il podcast del GdBDelitti Bresciani, il podcast del GdB

I grandi casi della cronaca nera e giudiziaria che hanno varcato i confini della provincia e sono diventati casi nazionali

ASCOLTA
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ