«Dobbiamo scendere tutti uniti in piazza e marciare in file parallele». È uno dei passaggi contenuti in Rivoluzione, istruzioni per l’uso, il documento «liberamente ispirato al manuale della rivoluzione egiziana del 201» che contiene indicazioni operative per organizzare le manifestazioni e gestire gli eventuali scontri con le forze dell’ordine. È diffuso sul canale Telegram del Movimento 17 ottobre, la rete nata online e gestita, secondo gli inquirenti, dal bresciano di origini marocchine Youssef Siher.
Il documento indica innanzitutto gli obiettivi della mobilitazione: «Manifestare il nostro dissenso verso il Governo Meloni e le sue politiche», «espandere il più possibile alle masse la nostra mobilitazione» e «proteggere i nostri fratelli e sorelle rivoluzionari». Il manuale descrive quindi le fasi per organizzare la partecipazione ai cortei: ritrovarsi con amici, conoscenti, compagni e colleghi in una fase di preconcentramento, «lontano dalla presenza delle forze di sicurezza», invitare passanti e residenti a unirsi e raggiungere in gruppi numerosi le strade principali, prima di dirigersi verso il punto di raccolta stabilito.
È nella sezione dedicata alla «tattica collettiva» che compaiono le indicazioni più significative. «Se le forze di sicurezza ci impediscono di proseguire il corteo, gridiamo i nostri slogan e proviamo a sfondare i loro sbarramenti», si legge nel testo. E ancora: «Quando partono gli slogan non bisogna mai fermarli», con l’indicazione di limitarli a uno o due, semplici e facilmente ripetibili da tutta la folla.
Il documento affronta anche l’eventualità di cariche e lanci di lacrimogeni, invitando a mantenere la calma e a proteggere chi si trova accanto. «Ognuno è responsabile e tutela le due persone al suo fianco (destra e sinistra) e la persona dietro».
Tra le indicazioni compare inoltre quella di distribuire i compiti: chi si occupa del primo soccorso, chi accompagna i feriti fuori dalla folla, chi avvia i cori e chi controlla che nessuno rimanga indietro. Il testo dedica spazio anche agli oggetti da portare con sé, elencando acqua, un kit di pronto soccorso e altri materiali. La conclusione è un appello all’attivazione individuale: «Non essere passivo e inutile: anche tu sei parte della Rivoluzione»




