Le manifestazioni delle ultime settimane e Mazzano si sono ritrovate inaspettatamente collegate. Scontri tra dimostranti e forze dell'ordine, saccheggi nei negozi, condanne da una parte e solidarietà dall'altra: tutte questioni che normalmente poco hanno a che fare con i piccoli centri di periferia. A unire le cose è stato Youssef Siher, cresciuto proprio nel paese dell'hinterland e ritenuto dalla Procura di Milano l'ideatore e fondatore del Movimento 17 ottobre, che attraverso i suoi canali social promuoveva azioni di protesta. Al trentenne di origini marocchine viene contestata l'istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo.
La notizia non ha lasciato indifferente Mazzano e «non può lasciare indifferente la politica del territorio», spiega Sofia Pelizzari, capogruppo della lista di minoranza SiAmo Mazzano (centrodestra) che ha presentato due mozioni, la cui discussione è in programma nel Consiglio comunale di venerdì 30, alle 18.30. Una è «per la promozione di iniziative educative per la prevenzione della radicalizzazione islamista violenta e dell'estremismo ideologico nell'ambito del Piano comunale per il diritto allo studio», l’altra chiede invece la condanna «dei gravi episodi di violenza e vandalismo» che si sono verificati a Brescia, Milano e in altre città italiane. Oltre a questo, il gruppo consiliare ha chiesto un accesso all’archivio storico comunale per sapere se Siher abbia frequentato le scuole primarie e quelle secondarie di primo grado a Mazzano.
Ecco, se le mozioni potevano apparire generiche, quest’ultima richiesta intensifica la luce dei riflettori sul rapporto tra l’indagato e il paese.
Lo conferma la stessa Pelizzari, facendo prima quella che chiama una doverosa premessa: «Sono una garantista e per me vale sempre la presunzione di innocenza, ma il fatto che Siher sia il fondatore di Alba nascente, organizzazione vicina ai Fratelli musulmani (monitorati dai servizi di intelligence come movimento d'ispirazione islamista e ideologicamente radicale, ndr), ci tocca e ci fa riflettere».
Fin qui tutto chiaro, ma oltre a condannare, cosa può fare il Comune di Mazzano? «Anche se è evidente che in questo caso ci sia una matrice islamica, noi parliamo anche di estremismo ideologico», precisa Pelizzari, aggiungendo che «il Comune ha già un Piano per il diritto allo studio molto ricco, che comprende diverse attività di sensibilizzazione civica. Si tratterebbe quindi di inserire anche questo tema in un percorso di educazione civica».
La capogruppo di SiAmo Mazzano ci tiene però a fare una precisazione. Questo non è un attacco a tutto tondo al mondo islamico. «Abbiamo immigrati che sono grandissimi esempi sul territorio, che servono la comunità». Persone che, sottolinea, «non devono essere confuse con i singoli casi di radicalizzazione».
Adesso resta solo da capire quale sarà la decisione del Consiglio comunale di Mazzano: venerdì i riflettori sulla vicenda potrebbero spegnersi, oppure accendersi ancora di più.




