Il passato che non passa. Nel giro di 48 ore l’Italia si è ritrovata improvvisamente neoberlusconiana. Una sorta di déjà vu dello spirito del tempo imprevisto. O, forse, non così tanto, considerando che, per l’appunto, ci ritroviamo immersi in una dinamica decisamente di lunga durata, a cui tutta una serie di fatti di attualità riportano proprio durante queste giornate. Basta scorrere la timeline delle news e sfogliare i giornali, e il repertorio sembra rimandare ad almeno un quindicennio or sono.
A imperversare in maniera devastante (e riprovevole) nelle cronache è l’ex igienista dentale (e dal 2010 al 2012 consigliera regionale in Lombardia con il Popolo della libertà) Nicole Minetti.

Beneficiaria di una grazia che sta mettendo in imbarazzo le istituzioni, a partire da un incolpevole Quirinale, a cui è arrivata una richiesta che, in seguito a notizie e indagini, si sta rivelando infondata e truffaldina. E, per giunta, mentre la stessa Interpol è stata investita del compito di acquisire elementi probanti in materia, sta emergendo come Minetti sarebbe coinvolta, insieme al compagno Giuseppe Cipriani, in «fatti indicati gravissimi» che vanno dall’organizzazione di un circuito di prostitute per clienti vip in una tenuta in Uruguay a varie forme di complicità con il criminale pedofilo deceduto Jeffrey Epstein.
Nelle scorse ore è inoltre arrivato il rinvio a giudizio di Marcello Dell’Utri e della moglie Miranda Ratti per le famigerate donazioni dell’ammontare complessivo di 42 milioni di euro che sono transitate per i loro conti correnti, nell’arco di un decennio, fra entrate e uscite – e che, in qualità di variazioni patrimoniali, avrebbero dovuto essere state oggetto di comunicazione alla Guardia di Finanza a seguito della condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.

Sempre in questi giorni una sentenza del Tar della Lombardia ha stabilito in via definitiva la legittimità dell’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi, con l’Enac, che l’aveva deliberata, che ha ordinato alla Sea di installare la nuova segnaletica.
Una scelta, come si ricorderà, che aveva scatenato una dura polemica politica, con il Comune di Milano e alcuni altri saliti sulle barricate per sventarla, e che oggi arriva all’epilogo invocato dalla famiglia Berlusconi. I suoi eredi Marina e Pier Silvio, peraltro, da qualche tempo fanno mostra di un inedito protagonismo politico e ostentano la volontà di una maggiore presa sul partito familiare, e già personale del padre, delle cui fideiussioni sui debiti sono i garanti. I nuovi capigruppo di Forza Italia alla Camera (Enrico Costa) e al Senato (Margherita Boniver), la cui nomina ha visto giustappunto l’influenza decisiva della famiglia, si preparano a rilanciare la battaglia sulla riforma della giustizia, dopo la sconfitta referendaria, e a cavalcarne una sui diritti civili.
Il referendum sulla separazione delle carriere ha infatti rinverdito il clima della mai sopita «guerra dei Trent’anni» fra politica e magistratura, generata proprio dal clima di scontro permanente fra Berlusconi e i giudici. Insomma, verrebbe da dire, nulla di nuovo sotto il sole, mentre molto sembra ancora ruotare intorno all’imprenditore-politico che «aveva il sole in tasca», la cui discesa in campo introdusse la campagna elettorale permanente e postmoderna in Italia e inaugurò la Seconda Repubblica. E, in effetti, la Terza sembra non giungere mai, mentre l’ombra di Berlusconi continua a proiettarsi in eterno…




