Cronaca

Dell'Utri a processo per i 42 milioni ricevuti da Berlusconi

Lo ha deciso il gup di Milano. Una parte delle donazioni è prescritta. A giudizio anche la moglie
Marcello Dell'Utri (C) l'avvocato Giuseppe Di Peri (S) e l'avvocato Massimo Krogh (D) all'interno del tribunale di Palermo: era il 18 luglio 2012 - Ansa © www.giornaledibrescia.it
Marcello Dell'Utri (C) l'avvocato Giuseppe Di Peri (S) e l'avvocato Massimo Krogh (D) all'interno del tribunale di Palermo: era il 18 luglio 2012 - Ansa © www.giornaledibrescia.it

Sono stati mandati a processo a Milano, l'ex senatore di Fi, Marcello Dell'Utri, e la moglie Miranda Ratti per la vicenda delle presunte donazioni per circa 42 milioni di euro, in otto bonifici, ricevute da Silvio Berlusconi.

A deciderlo è stata oggi la gup Giulia Marozzi. La prima udienza si terrà il prossimo 9 luglio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale.

Su una parte delle donazioni è scattata la prescrizione. Nel marzo 2025 il caso era stato trasferito da Firenze a Milano per competenza territoriale in base a una eccezione sollevata dai difensori Francesco Centonze e Filippo Dinacci. 

L'ex senatore di Forza Italia risponde di violazione della legge Rognoni-La Torre, in quanto non avrebbe comunicato le variazioni patrimoniali superiori a 42 milioni di euro ricevute tra il 2014 e il 2024, non rispettando gli obblighi legati alla sua condanna definitiva (ed espiata) per concorso esterno in associazione mafiosa.
Nei confronti della moglie, invece, è ipotizzata la intestazione fittizia di beni. Secondo i pm di Firenze, quei soldi donati dal fondatore di Forza Italia all'ex manager di Publitalia sarebbero serviti per garantirgli l'impunità davanti ai magistrati sul suo presunto coinvolgimento nelle stragi del '93. Ma l'esclusione dell'aggravante mafiosa già operata dal gup fiorentino ha mutato il quadro accusatorio, slegandolo dalle stragi e il procedimento è stato trasferito nel capoluogo lombardo dove risiede l'ex senatore.

Il pm della Dda Pasquale Addesso e il procuratore Marcello Viola, titolari del fascicolo, secondo i quali, quindi, sarebbe stato aggirato l'obbligo previsto dalla legge sulle misure di prevenzione di contrasto e repressione nei confronti della mafia, avevano chiesto e ottenuto dal gip Emanuele Mancini la conferma del sequestro di 10 milioni e 840 mila euro già effettuato nel marzo 2024 a Firenze.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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