La telefonata è stata «ottima». L’incontro «importantissimo». Il vertice «di grande successo». La tregua «definitiva». La vittoria «storica». È il linguaggio di Donald Trump, che contempla solo aggettivi assoluti e tollera il relativo soltanto se sostenuto con avverbi rafforzativi. Solo vittorie nel suo orizzonte. Mai un errore o un insuccesso. E se proprio è costretto, cerca di far passare l’idea che la difficoltà di un momento sia la premessa d’una conquista ancora maggiore in un futuro imminente.
La vittoria è di chi la dichiara, così Trump «plasma» la realtà
Conta il messaggio non la realtà. Conta il tono non la coerenza o la logica. Contano il ritmo martellante e il rapporto diretto

Editorialista

Donald Trump - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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