Opinioni

Calabria: il centrodestra regge, ma Vannacci non è una meteora

Dopo le suppletive Meloni abbozza un sorriso, Tajani e Maria Berlusconi gioiscono, e il generale incassa il risultato come un viatico da non disprezzare
Luca Tentoni

Luca Tentoni

Editorialista

Fabio Roscioli nel corso del suo comizio conclusivo - Foto Ansa/Portavoce sindaco Cannizzaro © www.giornaledibrescia.it
Fabio Roscioli nel corso del suo comizio conclusivo - Foto Ansa/Portavoce sindaco Cannizzaro © www.giornaledibrescia.it

Si pensava che, persino in una regione nella quale alle regionali e alle comunali di Reggio Calabria il centrodestra aveva stravinto, i voti di Vannacci potessero impedire al forzista Roscioli di vincere le elezioni suppletive per un collegio alla Camera dei deputati.

Di fatto, il rappresentante della maggioranza di governo nazionale ottiene una percentuale un po’ più bassa di quella delle europee, distante dall’exploit delle regionali, ma molto sopra rispetto alle politiche del 2022 (quando nel collegio il vantaggio sul campo largo era appena del 2,6% e a Reggio c’era addirittura uno svantaggio del 4,3%).

Certo, Giannetta di Futuro Nazionale ottiene una percentuale migliore rispetto ai sondaggi nazionali, quindi va molto bene (10% circa) in una regione nella quale il partito di Vannacci dovrebbe essere teoricamente più debole rispetto al centronord. Il campo largo va male, come alle regionali, sintomo che la Calabria è strutturalmente, ormai, di centrodestra.

La vittoria di Roscioli è anche quella di una Forza Italia che in alcune zone del Sud e in Sicilia è decisamente più forte che al Centronord. Se questo era un test su quanto Vannacci avrebbe potuto rovinare la festa al centrodestra, l’esito autorizza la Meloni a blindare la sua coalizione per le politiche senza allargarla.

Però, con giudizio. Sia perché il campo largo non si presenta solo in Calabria, quindi la partita nazionale resta aperta, sia perché il dato di FN non è irrilevante e può essere letto come l’esistenza di una fetta dell’elettorato di destra che è disposto a scegliere un’alternativa estremista in contrapposizione col «moderatismo» del governo Meloni.

Resta dunque un dubbio sul futuro della maggioranza che oggi governa a Roma, anche se le difficoltà del centrosinistra allargato rappresentano una notizia più confortante del fatto di aver vinto alle suppletive nonostante il candidato di Vannacci. A Reggio Calabria, dove il centrodestra aveva avuto il 61,5% alle regionali, oggi quella percentuale è all’incirca ottenuta (62,9%) includendo Futuro Nazionale nel computo, anche se Roscioli ha il 55,3%, come la percentuale della coalizione alle europee.

È un risultato che, dunque, si presta ad alcune letture univoche (la difficoltà del campo largo; la possibilità per il centrodestra di non dipendere – nelle zone di maggior forza – da Vannacci) e altre un po’ meno chiare (Futuro Nazionale non sembra affatto una meteora e i sondaggi nazionali sono veritieri, alla prova di questo voto; il centrodestra regge quanto basta, però bisogna vederlo nelle zone dove ha percentuali meno ampie).

L’astensione è stata alta, ma minore rispetto al previsto: 22,34% contro il 49,4% delle politiche. Di solito, le suppletive vedono una partecipazione più modesta. Si vede che la macchina organizzativa di Forza Italia (e del sindaco azzurro di Reggio Calabria) ha funzionato bene, mobilitando il numero più alto possibile di elettori, in una competizione che fattualmente era pressoché inutile (il neodeputato si godrà uno scampolo di legislatura, perché avremo nuove elezioni in primavera, al massimo – ma è improbabile – a settembre 2027). In sintesi: la Schlein e Conte piangono, la Meloni abbozza un sorriso, Tajani e Maria Berlusconi gioiscono, Vannacci incassa il risultato come un viatico da non disprezzare.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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