Il sogno sono le onde del mare, l’incubo quotidiano è l’ondata di calore. Gli esperti non vogliono che si chiami così, ma noi siamo umili coltivatori diretti a tempo perso e quindi certe libertà ce le possiamo permettere eccome. Una piccola nota personale, me ne scuso, sapete che solitamente preferisco affrontare le grandi tematiche che attanagliano il mondo e non amo quindi parlare delle mie questioni. Ma stavolta è necessario.
Ad aprile 2025 mi si ruppe il condizionatore, lo avevo acceso come prova e non funzionava. Pensai: è ancora presto, tutto andrà per il meglio. Giugno rovente 2026: il condizionatore è ancora rotto. Non voglio qui entrare nei dettagli di questa odissea perché già fa caldo, e ci siamo capiti. Quando entro in casa, il termostato segna 34.7, io guardo il condizionatore fermo e immobile ed ecco che inizio a singhiozzare.
Sarà che con l’età sono più sensibile, fatto sta che questo caldo mi fa impazzire. Mi fanno impazzire anche quelli che «io non ho caldo, in casa mia c’è contr’aria». Ma se fuori ci sono 85 gradi all’ombra, se anche ci fosse un refolo che si introduce dalla finestra farebbe l’effetto del phon, o no?
Sarà che io queste case fresche senza condizionatori non le ho ancora mai trovate, sarà che rinfresco la mia ortaglia due volte al giorno per evitare che le zucchine si lessino già sulle piante, sarà quello che volete, fatto sta che una sera, preso da isteria, mi sono messo a guardare la tele con i piedi in un catino d’acqua. Mi sono appisolato credendomi a Viserbella. Almeno l’anima era fresca.




