Avevo aspettative considerevoli, ma non fino a questo punto. Speravo di ottenere risultati esaltanti, ma non così straordinariamente esaltanti. Confidavo in un raccolto abbondante e persistente nel tempo, ma non nei termini che mi ha consegnato la mia ortaglia. Ho iniziato a raccogliere le melanzane a fine maggio, non ho ancora smesso.
Su cinque piante stimo un raccolto complessivo di 150 melanzane. Ripeto: 150 melanzane. Mentre scrivo le lacrime stanno bagnando la tastiera del mio computer. È incredibile. Un risultato che non arriva certo a caso, sia chiaro. Prima di metterle a dimora ho scavato una buchetta consistente e l’ho riempita di stallatico pellettato, al centro di quel condensato di energia ho sistemato le piantine.
Durante la caldissima estate le ho coccolate ogni giorno con abbondante acqua e ancora un po’ di stallatico pellettato anche in superficie. La produzione è stata magnifica. E prosegue ancora. Certo, va detto che non ci sono più gli inizi di novembre di una volta, quando la festa di Ognissanti era avvolta dalla nebbia, quando le sciarpe avvolgevano da tempo i nostri colli.
Oggi non è più così, confido che le mie melanzane proseguano il loro percorso fino alle prime gelate. Sono un esempio di tenacia, financo di resilienza se vi piacciono le orrende parole che piacciono alla gente che piace. Io confido che questo sogno prosegua, che si possa battere ogni record, e così, quando sarà Natale, sulla porta metterò una ghirlanda di melanzane. Meraviglia.




