Oltre il giardino

Commuoversi potando le ortensie

Gesti carichi di romanticismo senza tempo
Un cespuglio di ortensie
Un cespuglio di ortensie

L’estate è stata sfiancante, lo sappiamo bene. Ma soprattutto per loro che adorano la mezz’ombra e la giusta quantità di acqua, preferibilmente fresca. Come dargli torto. Ed ora che è ottobre le mie ortensie si presentano affaticate come mai era accaduto. E dire che la fioritura era stata meravigliosamente abbondante, generosamente abbondante. Ma poi, settimana dopo settimana, il solleone ha reso impossibile ogni azione di resistenza.

Ho così deciso che fosse il tempo di intervenire con una potatura anticipata, nelle speranza che questo intervento potesse portare qualche beneficio alle povere piante (anche in vista delle stagioni future). Ero in verità indeciso se procedere con un taglio copioso o con una leggera sfoltita, nel dubbio ho accorciato pacatamente alcuni rami mentre su altri ho inciso quasi alla base.

Nell’ambito del giardinaggio, la potatura è una delle mie attività preferite. Si crea un’empatia molto forte con la pianta su cui stai agendo, la privi di rami, ma sai che è per il suo bene. Accorci per dare la possibilità di crescere (come ben sapete sono anche poeta). Mentre potavo le ortensie mi sono commosso, alcune lacrime mi hanno elegantemente rigato il viso.

Questi sono gesti che ci rimettono al nostro posto nel mondo, ci riportano alle nostre radici di essere umani collocati nel creato di cui dobbiamo avere cura. È tutto straordinariamente bello. Poi ho visto che c’è da potare anche l’ulivo, l’alloro, il melograno, la siepe da sistemare. Ecco, il romanticismo rimane intatto anche se a potare sono altri.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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