Cosa ha tenuto tutti con il fiato sospeso nell’ultima settimana? La scelta dei candidati. I più tesi ovviamente erano loro: gli aspiranti parlamentari. L’opinione pubblica invece in questa ultima parte d’estate ha assistito con un certo distacco allo scontro tra e all’interno dei partiti per la formazione proprio delle liste. Inflazione, bollette, maltempo a guastare le vacanze sono certo questioni più immediate, ma nel medio periodo anche la selezione della classe politica avrà il suo peso, anche se ai più potrebbe non sembrare.
Chi ne è sicuramente convinto è il leader di Italia Viva Matteo Renzi che ha detto che le liste del Pd sono state fatte con rancore; qualcuno gli ha risposto che a suo tempo da segretario dem anche lui fece scelte per escludere chi non era d’accordo con la sua linea politica. Vero, verissimo e assolutamente normale. Ed è questo il punto da cui partire per provare a fare un ragionamento auspicabilmente equilibrato sulla questione delle liste. Ogni partito politico ha il suo metodo e non è detto che una selezione più trasparente e apparentemente più democratica sia l’unica possibile o quella che gli elettori davvero siano abbastanza maturi da digerire.




