Più di un’impresa del terziario bresciano su due è pronta a puntare sull’intelligenza artificiale. Oggi il 18% la utilizza già nei propri processi aziendali, mentre un ulteriore 39% prevede di adottarla nei prossimi due anni. Resta però ampia la quota delle imprese ancora lontane da questi strumenti: il 43% non li utilizza e non prevede di adottarli entro il 2028. È il segnale di un cambiamento già avviato, ma ancora tutt’altro che uniforme.
Forte interesse
Anche questo dato emerge dall’ultima indagine dell’Osservatorio congiunturale sul terziario bresciano, realizzato da Confcommercio Brescia in collaborazione con Format Research. L’intelligenza artificiale entra nelle aziende soprattutto per automatizzare la gestione di documenti e fatture, migliorare i sistemi di prenotazione e di assistenza ai clienti, analizzare i dati di vendita e rendere più efficaci le attività di marketing.
Svolta epocale
«Siamo davanti a una transizione che non è soltanto digitale, ma cognitiva», osserva il presidente di Confcommercio Brescia, Carlo Massoletti. «È un cambiamento paragonabile all’invenzione della ruota: dobbiamo fare in modo che gli imprenditori siano orientati verso l’adozione di questi strumenti, che saranno fondamentali per lo sviluppo del business del futuro».
Applicazioni
Il nodo non è la tecnologia in sé, ma la capacità di sfruttarla. Da qui la scelta di Confcommercio di avviare percorsi di formazione per accompagnare gli imprenditori in questa transizione. L'obiettivo è aiutarli a comprenderne le applicazioni concrete e a individuare le soluzioni più adatte alle esigenze delle diverse attività.
«Come Confcommercio ci stiamo già attrezzando con percorsi di formazione specifici – spiega Massoletti –. Stiamo formando i nostri funzionari perché possano accompagnare le imprese e, a breve, metteremo a disposizione nuovi strumenti. Siamo di fronte a un’evoluzione rapidissima: dobbiamo aiutare gli imprenditori a individuare le soluzioni più efficaci per la propria impresa».

Per molte aziende del terziario l’intelligenza artificiale rappresenta soprattutto un alleato per alleggerire le attività amministrative e migliorare il rapporto con la clientela. «Le nostre imprese vivono del rapporto con i consumatori – conclude Massoletti –. Abbiamo bisogno di strumenti che ci permettano di interagire sempre meglio con loro e l’intelligenza artificiale può diventare un supporto decisivo».
Innovazione
L’indagine conferma così che, nonostante un quadro economico ancora segnato dall’incertezza e dal peso del caro energia, gli investimenti nell’innovazione restano una delle principali direttrici di sviluppo del terziario bresciano. Più che una moda tecnologica, l’intelligenza artificiale si avvia a diventare uno strumento destinato a incidere sull’organizzazione delle imprese e sulla loro competitività.





