Economia

Caro energia, stangata sul terziario. E il commercio perde altre 50 imprese

Per quasi un’azienda su cinque le bollette quest’anno cresceranno di oltre il 20 per cento
Marco Tedoldi

Marco Tedoldi

Giornalista

Restano le difficoltà nel settore del commercio
Restano le difficoltà nel settore del commercio

Il caro energia torna a pesare come un macigno sui conti delle imprese bresciane del terziario. Nel 2026 le bollette di elettricità e gas cresceranno in media del 10,7% rispetto allo scorso anno, ma per quasi un’azienda su cinque il rincaro supererà il 20%. Una nuova pressione su un quadro economico già fragile, soprattutto per il commercio.

L’indagine

È quanto emerge dall’ultima indagine dell’Osservatorio congiunturale sul terziario bresciano, realizzato da Confcommercio Brescia in collaborazione con Format Research. I risultati sono stati presentati dal presidente dell’istituto di ricerca, Pierluigi Ascani: la rilevazione è stata condotta tra giugno e luglio su un campione rappresentativo di 400 imprese del commercio, del turismo e dei servizi.

Le cifre danno la misura dell’allarme. Per il 61% delle aziende il costo dell’energia incide molto o abbastanza sulla redditività. La stessa quota prevede una crescita della spesa nel corso dell’anno, mentre il 60,4% teme conseguenze significative sulla gestione nei prossimi sei mesi.

Gli aumenti

«L’aumento medio per gli imprenditori della nostra provincia sarà del 10,7%, ma quasi un’impresa su cinque si troverà ad affrontare un costo rispetto al 2025 superiore al 20% – sottolinea il presidente di Confcommercio Brescia, Carlo Massoletti –. È evidente che questo aumento avrà un impatto significativo sulla gestione aziendale».

Il presidente di Confcommercio Brescia, Carlo Massoletti
Il presidente di Confcommercio Brescia, Carlo Massoletti

«Come Confcommercio stiamo lavorando con i fornitori per contenere il più possibile i costi energetici per le nostre imprese - spiega Massoletti -. Stiamo inoltre incentivando gli imprenditori ad accedere ai bandi che Regione Lombardia e Camera di commercio mettono a disposizione per gli investimenti nell’efficientamento energetico».

La congiuntura

Il caro bollette si abbatte su una congiuntura tutt’altro che brillante. La fotografia restituisce un terziario prudente. Nella prima metà del 2026 si raffreddano fiducia e aspettative sui ricavi, soprattutto per effetto del contesto internazionale. Le imprese guardano però con maggiore ottimismo alla seconda parte dell’anno, mentre l’occupazione dovrebbe rimanere stabile.

A tre velocità

La demografia d’impresa restituisce invece un terziario a due o addirittura a tre velocità. Nel secondo trimestre si sono contate 580 iscrizioni e 532 cessazioni, per un saldo positivo di 48 attività. Un risultato lontano dal +133 dello stesso periodo del 2025 e sostenuto interamente dai servizi, che guadagnano 104 imprese. Il turismo chiude quasi in equilibrio, a -6, mentre il commercio perde 50 attività.

«Il settore che presenta ancora qualche difficoltà è il commercio – osserva Massoletti – mentre nel turismo la situazione si è sostanzialmente stabilizzata. Nei servizi c’è una certa effervescenza».

Il credito

Qualche segnale incoraggiante arriva dal credito. Il 21% delle imprese si è rivolto alle banche e nel 68% dei casi ha ottenuto per intero il finanziamento richiesto. La liquidità resta la prima necessità, indicata dal 58,1%, ma cresce la quota destinata agli investimenti, salita dal 27% al 32,1%. Scendono invece dal 15,4% al 9,8% le richieste per ristrutturare il debito. Resta invece critica la valutazione delle condizioni applicate dagli istituti: peggiora la percezione sia del costo del credito sia dei servizi bancari.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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