La Notte delle ricercatrici e dei ricercatori promossa dalla Commissione Europea torna venerdì 25 settembre anche nella nostra città per fare capire l’importanza e la bellezza della ricerca. E pone una domanda: quale sarà il futuro della ricerca e dei ricercatori nell’epoca dell’Intelligenza artificiale?
A porre l’interrogativo con grande lucidità è la prorettrice alla Ricerca dell’Università degli studi di Brescia, Renata Mansini, alla presentazione del programma che ha due fil rouge: la cura del domani e una maggiore consapevolezza su benefici e rischi delle innovazioni tecnologiche.
«I sistemi di intelligenza artificiale stanno evolvendo troppo velocemente e la loro autonomia ci fa paura – spiega Mansini –. L’allarme è stato lanciato dagli stessi Ceo delle grandi aziende che la sviluppano e mi riferisco soprattutto agli usi sbagliati dell’AI. Purtroppo i fondi per la ricerca sono sempre pochi e se acquisto un modello di Intelligenza artificiale evoluto posso raggiungere il livello di un ricercatore con costi inferiori. E quindi gli spazi per i giovani ricercatori sono a rischio? E lo sarà anche l’esistenza delle case editrici che pubblicano le ricerche?».
La Notte
La formula della «Notte» sarà la consueta, ossia fare incontrare ricercatori e cittadini, portando la ricerca fuori dalle aule universitarie, come sottolinea il vicesindaco Federico Manzoni, ma con due grandi novità. Tutti gli stand dimostrativi delle realtà (accademiche e no) promotrici – tra loro c’è anche Fondazione Brescia Musei – saranno concentrati, dalle 14, in Largo Formentone.

Nelle diverse sedi accademiche, Statale, Cattolica, Laba, Accademia SantaGiulia, Conservatorio «Luca Marenzio» al Mo.Ca e in Pinacoteca, si svolgeranno i talk, le performance e i laboratori; l’altra novità è che l’iniziativa si inserisce nel Festival Brescia Scienza, in programma dal 6 all’8 novembre. Si spazierà dalle neuroscienze alle applicazioni dell’AI, dalla meccanica quantistica alla sostenibilità, dalla psicologia all’arte come cura, dai focus su moda e design al rapporto tra reale e virtuale nelle arti visive e del suono.
«Il rischio che vedo nell’Intelligenza artificiale, al di là della perdita di controllo – sottolinea Claudio Giannetti, preside della Facoltà di Scienze Matematiche, fisiche e naturali della Cattolica – è la sostituzione dei percorsi formativi con uno strumento, che invece deve essere di supporto».
La giornata, cui collaborano Comune, Ufficio scolastico territoriale e Crui, si concluderà con la tavola rotonda sul tema «Curare il domani: come scienza, arte, musica e letteratura progettano il futuro dei giovani», alle 18 nel Salone Vanvitelliano della Loggia e con il concerto (alle 19) del Conservatorio sotto il porticato del palazzo comunale.




