L’industria del futuro è più digitale, più elettrificata e più sostenibile. Una trasformazione che cambia prodotti, processi e modelli di business e che per Gefran, più che una sfida da affrontare domani, è una direzione intrapresa da tempo.
Per la multinazionale bresciana con sede a Provaglio d’Iseo e specializzata in sensori, sistemi e componenti per l’automazione industriale, innovazione, sostenibilità e crescita sono elementi inseparabili. «Oggi è impossibile immaginare un’impresa di successo che non sia anche sostenibile» osserva Giovanna Franceschetti, vicepresidente della quotata con deleghe alla Comunicazione e alla Sostenibilità.

«Io e mia sorella Maria Chiara rappresentiamo la seconda generazione. Per noi sostenibilità significa creare valore nel tempo: per le generazioni future, per il territorio e per tutti i portatori di interesse». In una manifattura questo significa ridurre l’impatto ambientale, migliorare efficienza e processi, tutelare le persone e sviluppare prodotti più performanti. «Lavoriamo sulla gestione delle emissioni, sull’innovazione di prodotto, sulla sicurezza dei lavoratori e sul coinvolgimento della filiera. Abbiamo un piano strategico di sostenibilità che accompagna il piano industriale».
Strategia
Per Franceschetti il tema non è mai stato una semplice leva reputazionale. «Fare impresa e fare sostenibilità vanno di pari passo». Una convinzione rafforzata dal mercato: «I clienti chiedono prodotti efficienti, connessi e personalizzati. Essendo un’azienda tecnologica, trasformiamo queste richieste in vantaggio competitivo».
Negli ultimi anni Gefran ha investito quasi un milione e mezzo di euro nell’efficientamento energetico degli impianti di produzione e degli stabilimenti. Pur non essendo particolarmente energivora, dispone di impianti fotovoltaici per circa 900 kWp e continua ad aumentarne la capacità. A questi interventi si aggiunge il nuovo polo tecnologico e produttivo di Provaglio d’Iseo: 20 milioni di euro per il futuro quartier generale, progettato secondo criteri di elevata efficienza energetica.
La sostenibilità passa anche dalla catena di fornitura. Nel 2025 oltre 250 fornitori hanno aderito al Patto di sostenibilità promosso dall’azienda, rappresentando l’85% del valore degli approvvigionamenti. «Oggi i clienti chiedono non solo prodotti performanti, ma fornitori capaci di garantire un approccio responsabile lungo tutta la filiera».
Ambiente

Gli obiettivi ambientali guardano al medio periodo: ridurre del 25% le emissioni complessive di CO2 entro il 2030, diminuire del 30% i rifiuti di produzione entro il 2028 e aumentare il peso dei prodotti sviluppati secondo criteri di sostenibilità. Su quest’ultimo fronte il gruppo ha già superato il target: l’obiettivo era raggiungere il 15% dei ricavi, quota salita oltre il 20%.
Persone
Accanto all’ambiente restano però centrali le persone: circa 750 dipendenti, di cui 510 in Italia. Nel 2025 sono state erogate più di 5.800 ore di formazione tecnica; il 92% dei collaboratori ha partecipato a percorsi sulle competenze chiave e il 100% è stato formato sui temi Esg. Guardando infine al territorio, Giovanna Franceschetti vede nella sostenibilità una leva anche per il manifatturiero bresciano: «Qui troviamo competenze, qualità industriale e capacità di adattamento – afferma –. Servono incentivi agli investimenti e semplificazione autorizzativa. Perché senza competitività non c’è sostenibilità».




