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La cassa automatica del futuro firmata dallo studio bresciano Osmo

«Solo» scansiona i prodotti senza intervento di personale. Design fisico e dell’interfaccia digitale made in Brescia
Marco Papetti
La cassa automatica «Solo»
La cassa automatica «Solo»

Una cassa automatizzata dove i prodotti acquistati non vengono scansionati uno alla volta, ma riconosciuti dal packaging. Un sistema che alla base ha l’intelligenza artificiale, ma che non potrebbe esistere senza un design adeguato. Un design che è a firma bresciana.

Il sistema in questione è «Solo», ideato dall’azienda milanese Mira, specializzata in AI e computer vision, e progettato da Osmo, studio di design di Brescia. A febbraio è stata presentato alla fiera Euroshop di Düsseldorf, una delle più importanti del settore della vendita al dettaglio. «Ci sono già delle richieste di ordini per i primi prototipi», racconta Tommaso Cesano, cofondatore e strategy and experience director dello studio. «Siamo nella fase in cui si sta lavorando all’industrializzazione».

Le versioni

Della cassa automatizzata esistono due versioni: «Solo base», per i carrelli piccoli, e «Solo spin», per quelli più grandi. La tecnologia fondamentale è un sistema di computer vision in grado di riconoscere svariati prodotti che passano sul nastro trasportatore: «Non è necessario scansionare ogni singolo prodotto con il barcode – spiega Cesano –. Possono essere semplicemente posizionati dove la telecamera li vede e vengono riconosciuti istantaneamente». Osmo ha progettato il design fisico e quello dell’interfaccia digitale: «Uniamo diverse competenze, non c’è più il design fisico nudo e crudo e nemmeno soltanto quello software, ma c’è una coesione tra queste materie», spiega Stefano Soave, design director e cofondatore dello studio.

In fase di progettazione i designer hanno dovuto prendere in considerazione tutte le eventuali situazioni critiche che si possono verificare nella quotidianità di un supermercato. Per esempio, prodotti che cambiano packaging durante l’anno, come accade in occasione delle festività natalizie. Ma anche la gestione dei flussi di coda e il posizionamento dei prodotti alla rinfusa sul nastro trasportatore.

Tutti elementi che vanno tenuti in considerazione nel progettare l’aspetto fisico di un sistema di «self-checkout» automatico: «L’unica discriminante della tecnologia che usa la computer vision è che i prodotti si vedano» spiega Tommaso Cesano. «Abbiamo lavorato per capire bene come doveva funzionare, quali potessero essere i problemi, misurato i tempi nei nastri trasportatori tradizionali per capire meglio i vantaggi rispetto alla cassa tradizionale, fino ad arrivare al primo prototipo e poi all’ultimo, che è il prodotto maturo, presentato a Dusseldorf».

Meno code

L’obiettivo è anche ridurre il più possibile le code: «Normalmente quando c’è un problema di coda prolungata viene aperta un’altra cassa, mentre in questo caso, con anche tre casse funzionanti, il cassiere verrebbe spostato nella gestione di più casse in parallelo: quindi la coda potrebbe anche quasi non esserci mai, tranne magari in casi particolari».

Sostituzione

Per quanto riguarda il tema della sostituzione dell’essere umano con la tecnologia, Soave assicura: «Non sostituiamo il lavoratore, ma lo andiamo semplicemente a spostare da un’altra parte. Il cassiere viene spostato dal lavoro ripetitivo e a volte snervante di dover passare i prodotti scansionandoli uno per volta. Ci teniamo al concetto dell’individuo umano e al miglioramento del suo lavoro».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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