Una figura dalla preparazione variegata, che può portare la propria professionalità tanto nelle imprese, come consulente, quanto nelle amministrazioni pubbliche, in tutti i casi (sempre di più) in cui la gestione della «cosa pubblica» si confronta con i temi della sostenibilità e del governo del territorio. Il nome è «giurista ambientale»: un laureato in legge esperto di diritto dell’ambiente, le cui competenze comprendono però anche la conoscenza delle nuove tecnologie e degli strumenti tecnici con cui si attua la ricerca della sostenibilità «green». Ma chi è, nello specifico, questa figura? «Un buon giurista ambientale è una persona in grado di confrontarsi con diversi saperi e – in modo diverso nel pubblico e nel privato – essere in grado di svolgere consulenza o di fare delle scelte spesso fortemente imbevute di tecnica», spiega Paola Lombardi, presidente della laurea magistrale in Giurisprudenza a ciclo unico dell’Università degli studi di Brescia.
Una figura che si occupa di decisioni in ambito pubblico, ma anche di «attività di supporto nei confronti di imprese che, per esempio, vogliono localizzare un impianto di smaltimento dei rifiuti oppure vuole rispondere al bando per un appalto verde».
Dal diritto alle nuove tecnologie
Se il diritto è la materia di base del suo curriculum, questo tipo di esperto ha però un bagaglio di conoscenze che è ancora più ampio: «Ritenere il giurista ambientale come una persona che semplicemente ha studiato il diritto dell'ambiente è forse fin troppo riduttivo al giorno d’oggi», dice Lombardi. «Il giurista ambientale è sì qualcuno che ha studiato diritto dell’ambiente – conosce quindi le discipline collegate ai vari tipi di inquinamento e i concetti di sviluppo sostenibile, per esempio – ma è soprattutto una persona consapevole del fatto che il diritto debba dialogare con tanti saperi».
Un esempio: «Si pensi a una persona che va a lavorare all’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente: non deve essere esperta soltanto di inquinamento e delle relative discipline giuridiche, ma anche essere formata sull’utilizzo degli strumenti tecnologici oggi sono a disposizione per la misurazione dell’inquinamento. Oppure, ancora, si provi a pensare alla disciplina che riguarda il rischio delle alluvioni: in questo caso un giurista ambientale deve conoscere quali sono gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale, sapendoli poi applicare. Questo significa – spiega la docente – dialogare ed essere in grado di padroneggiare anche discipline che non sono prettamente giuridiche».
Gli appalti pubblici
Questo perché anche gli ambiti di applicazione sono vari. Uno, per esempio, è quello della pubblica amministrazione: «Di primo acchito la contrattualistica pubblica sembrerebbe non avere nulla a che vedere con il mestiere del giurista ambientale – dice Lombardi –. In realtà al giorno d’oggi tanto le imprese quanto la Pa che assume la funzione di stazione appaltante di un contratto pubblico, devono sapere che per rispondere a un bando di concorso o per indirlo, è molto importante fare appalti verdi e pertanto conoscere la disciplina dei criteri ambientali minimi».

E cioè, spiega la professoressa, «quei criteri che la pubblica amministrazione e l’operatore economico devono padroneggiare per poter dimostrare che l’offerta e l’opera pubblica abbiano una sostenibilità ambientale che in qualche modo consenta, per esempio, a un operatore economico di classificarsi in una posizione migliore rispetto all'altro».
Bilanci e imprese
In quanto giurista che padroneggia, in generale, i temi della sostenibilità, le competenze del giurista ambientale possono servire anche «a un’impresa – o a una pubblica amministrazione – che abbia la necessità di stilare il cosiddetto bilancio di sostenibilità, per mettere in evidenza le capacità di rispondere alle esigenze di protezione dell'ambiente, affermate anche dalla Costituzione».
Molto richiesta è infatti l’attività di consulenza alle imprese: «Un giurista ambientale potrebbe occuparsi dei temi della sostenibilità anche dalla prospettiva dell’innovazione, anche per permettere all’impresa di rispondere a un bando – racconta Lombardi –. E questa attività di consulenza è senz’altro un ambito che esprime una forte esigenza di professionalità».
I Pgt
Così come, nelle pubbliche amministrazioni, molto richieste sono le competenze di diritto ambientale, per esempio, quanto si tratta di stilare un nuovo piano di governo del territorio: «E il Pgt, per certe normative regionali, richiede di essere sottoposto a una valutazione ambientale strategica. Così come sempre di più la pianificazione territoriale è chiamata a svolgere scelte che siano a loro volta sostenibili in una direzione ulteriore rispetto alle discipline di protezione del paesaggio, di pianificazione, di protezione dal rischio idrogeologico».
Il percorso di studi
Ma quali studi deve fare un aspirante giurista ambientale? «Per quanto riguarda l’Università degli studi di Brescia – spiega Lombardi – è molto calzante il corso magistrale che abbiamo attivato lo scorso anno accademico, Scienze giuridiche dell’innovazione e della sostenibilità. Ma anche la magistrale in Governo delle amministrazioni pubbliche: un corso attraverso cui si acquisiscono conoscenze non sono soltanto giuridiche ma anche di carattere economico e di governo delle amministrazioni pubbliche. Tra i suoi insegnamenti ci sono anche i contratti delle pubbliche amministrazioni, dove è affrontato il tema degli appalti verdi, così come in generale il problema dei bilanci di sostenibilità. Ma anche la laurea a ciclo unico – aggiunge la docente – consente di approfondire tutti gli aspetti del diritto privato e del diritto pubblico, offrendo anche come diritto dell'ambiente tra i corsi opzionali».

Al passo coi tempi
Tra le tante attività che può svolgere, però, «il giurista ambientale deve soprattutto rimanere al passo con i tempi e con la normativa. Il diritto dell'ambiente è talmente ampio che è difficile da delimitare, ma l’importante è che si acquisisca un metodo: conoscere bene le normative, vedere come si aggiornano nel tempo e, per poter offrire un supporto consulenziale efficace, avere una buona capacità di comprendere come le magistrature interpretano queste norme, nel momento in cui si genera un contrasto che può essere portato davanti al giudice civile o amministrativo».
Conoscenze, quindi, ma anche aggiornamento continuo: «Il giurista ambientale è una figura che ha acquisito un metodo – conclude Lombardi –. Un metodo che consiste nel conoscere le norme, intercettarne l’evoluzione e comprenderne anche l’interpretazione iniziale».





