Accordo tra Bruxelles e New Delhi: occasione per le imprese bresciane

De-risking, diversificazione delle catene di approvvigionamento, nuovi corridoi commerciali. Lo storico accordo di libero scambio firmato ieri tra Unione europea e India è l’ennesimo capitolo di un risiko dei mercati che risulta intricato anche per i più avveduti tra gli analisti.
Eppure non è un fulmine a ciel sereno, dato che per vent’anni Bruxelles e New Delhi hanno interloquito su più livelli per giungere a una partnership win-win. Il risultato è un accordo che tutela i settori più sensibili di entrambe le economie ma parimente apre praterie economiche, per i capitali indiani così come per le aziende nostrane.

E Brescia in questo senso può giocare un ruolo da protagonista. Non più tardi di giugno dell’anno scorso proprio in città si è svolto uno dei Business Forum Italia-India, alla presenza del ministro indiano del Commercio e dell’Industria Piyush Vedprakash Goyal e di quello italiano degli Esteri Antonio Tajani.
Un appuntamento pensato in modo specifico per avvicinare il nostro Paese al colosso asiatico. Si tenga infatti conto che l’interscambio commerciale è ancora ampiamente migliorabile. Lo stesso dicasi per la nostra provincia, che esporta principalmente macchinari e prodotti metallurgici e importa lavorati del settore metalli, prodotti tessili e alta tecnologia, ferma a un interscambio commerciale di 444 milioni di euro portato avanti da circa quaranta aziende.
Numeri che testimoniano un rapporto per il momento forte solamente a parole ma che non potrà che beneficiare dell’accordo sul quale hanno apposto la firma Narendra Modi e Ursula von der Leyen. Anche perché, volenti o nolenti, le aziende del territorio devono guardarsi attorno e cercare nuovi sbocchi, dato che molto, forse tutto, è cambiato.
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