Economia

Il ministro indiano Goyal: «Brescia partner per le sfide globali»

Il componente del governo di New Delhi con delega a Commercio e Industria, vicino al primo ministro Modi, illustra le linee d’azione della politica commerciale
Carlo Muzzi

Carlo Muzzi

Caporedattore

Il vertice di aprile a New Delhi tra Antonio Tajani e Piyush Goyal
Il vertice di aprile a New Delhi tra Antonio Tajani e Piyush Goyal

È gia stato l’interlocutore del governo italiano durante la visita del vicepremier Tajani in India. Oggi a Brescia ci sarà Piyush Vedprakash Goyal, ministro del Commercio e dell’Industria e uomo politico molto vicino al primo ministro Narendra Modi.

Ministro Goyal, questa sua visita in Italia è la terza in circa due anni. Questo riflette l’intensità straordinaria delle relazioni bilaterali tra Italia e India. Cosa è al centro del dialogo politico fra India e Italia?

I nostri Paesi sono eredi di antiche civiltà, e questo crea fra noi una empatia naturale, ma credo che al centro del dialogo politico tra India e Italia vi sia una visione strategica ampiamente condivisa, ancorata al rispetto reciproco, a profondi legami storici e a un forte impegno nell’affrontare le sfide globali contemporanee.

Ciò che distingue la nostra partnership è soprattutto il riconoscimento da parte dei nostri governi di questa transizione e la rapidità con cui stiamo accelerando l’allineamento strategico in risposta a tale evoluzione, oltre al modo in cui ci stiamo posizionando come attori proattivi e responsabili all’interno di questo più ampio contesto regionale. In sostanza, il dialogo politico tra i nostri Paesi non è solo robusto e sfaccettato, ma anche profondamente strategico.

Non si limita alla diplomazia di alto livello e agli scambi istituzionali; si fonda su un approccio globale e strutturato alla cooperazione, guidato da una chiara comprensione delle opportunità e delle sfide comuni. Un esempio concreto dei nostri interessi convergenti è il sostegno congiunto al Corridoio India–Medio Oriente–Europa: un progetto che evidenzia il nostro impegno a rafforzare le infrastrutture, il commercio e la connettività digitale nella regione indo-mediterranea. Questa iniziativa dimostra come il dialogo politico si traduca in risultati concreti al servizio degli obiettivi strategici condivisi. Inoltre, la nostra crescente partnership politica poggia su vivaci legami tra i nostri popoli, su scambi culturali ed educativi in espansione e su forti complementarità economiche.

L’Italia ospita la più grande diaspora indiana dell’Ue e i nostri governi si impegnano congiuntamente a favorire una maggiore mobilità e il coinvolgimento della società civile. Questa cooperazione multilivello garantisce che il dialogo politico non sia meramente diplomatico, ma rappresenti una volontà congiunta di plasmare un ordine regionale e globale stabile, inclusivo e proiettato al futuro.

Brescia è uno dei principali poli manifatturieri in Italia e in Europa, con una produzione industriale che vale circa 45 miliardi di euro. La decisione di tenere il Forum proprio a Brescia potrebbe rappresentare un’ulteriore opportunità per creare nuove relazioni industriali?

Brescia non è soltanto un polo manifatturiero; è una città dinamica in cui tradizione e innovazione si incontrano con una notevole eleganza. I punti di forza industriali di Brescia si armonizzano con le priorità strategiche dell’India, come delineato dalle iniziative del Primo Ministro Narendra Modi, tra cui Make in India e Atmanirbhar Bharat. Mentre l’India traccia un percorso ambizioso verso l’autosufficienza e la produzione avanzata, cerchiamo partner che incarnino artigianalità, innovazione e qualità – proprio le qualità per cui Brescia è da tempo celebre.

Apprezzo sinceramente la decisione di ospitare il JCEC e il Growth Forum a Brescia, una città che rappresenta l’essenza stessa della brillantezza industriale italiana e del suo ricco patrimonio – una convergenza che anche l’India considera preziosa. Anche l’India vanta un ricco patrimonio culturale e aspira a diventare un Paese sviluppato entro il 2047. Come ha detto il primo ministro Narendra Modi: «Il mondo ha vissuto un’epoca in cui il patrimonio veniva ignorato nella corsa allo sviluppo. Ma l’epoca odierna è molto più consapevole. La visione del Bharat (India) è – “Vikas Bhi, Virasat Bhi” (sviluppo e patrimonio insieme)».

Quale è il suo messaggio alle aziende italiane che intendono esportare o investire nel suo paese?

Il mio messaggio alle aziende italiane è chiaro: l’India non è solo un mercato, ma un’opportunità strategica a lungo termine. Mentre tracciamo il percorso verso un’economia da 30 trilioni di dollari entro il 2047, o come la chiamiamo in India la nostra visione verso un “Viksit Bharat” – un’India sviluppata – stiamo costruendo uno dei paesaggi di investimento più attraenti al mondo, fondato su scala, competenze e stabilità.

Le imprese italiane troveranno in India un partner forte, con profonde capacità ingegneristiche, talenti STEM di livello mondiale – compresa una significativa presenza femminile nel settore – una solida protezione della proprietà intellettuale e un ecosistema dell’innovazione in pieno fermento.

La nostra base di consumatori in crescita, l’infrastruttura manifatturiera in rapida evoluzione e l’impegno per uno sviluppo sostenibile offrono importanti opportunità di collaborazione, in particolare nei settori in cui l’Italia eccelle: design, macchinari, mobilità, transizione energetica e automazione industriale. Infine, alle aziende italiane suggerisco di sfruttare l’ecosistema vivace delle start-up in India, per sostenere l’innovazione nelle tecnologie d’avanguardia. Inoltre, stiamo esplorando programmi di doppia laurea, formazione professionale e ponti di competenze per allinearci alle esigenze di talento dell’industria europea e favorire partnership durature tra persone e imprese.

In un’epoca di frammentazione globale, considero la partnership India-Italia come un tesoro – un allineamento strategico basato sulla fiducia, sui valori condivisi e su punti di forza complementari. Invito le aziende italiane a essere parte integrante della storia di trasformazione dell’India, come collaboratori, co-creatori e partner a lungo termine.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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