Economia

La zootecnia lotta contro i rincari e alla Fazi dà prova di resilienza

Sono oltre 450 gli espositori distribuiti su 47mila metri quadrati del Centro fiera di Montichiari. Oggi si chiude la tre giorni
Valerio Pozzi
Anche la seconda giornata della Fazi ha riscosso un'alta partecipazione di pubblico
Anche la seconda giornata della Fazi ha riscosso un'alta partecipazione di pubblico

Si chiuderà oggi la 98esima edizione della Fazi di Montichiari, che è stata inaugurata ufficialmente ieri mattina, dopo che venerdì la Fiera agricola zootecnica italiana era già partita con il botto ospitando il Ministro delle Politiche agricole Francesco Lollobrigida e migliaia di visitatori.

Una edizione che si rinnova per tre giorni ogni anno grazie al successo di poter ospitare in via esclusiva le mostre nazionali della razza Frisona italiana, della razza Jersey Italiana, della razza Bruna, della specie cunicola e l’Open Junior Show. Mostre che di fatto rendono la Fiera di Montichiari, con i suoi 47mila metri quadrati di spazi e oltre 450 espositori, la capitale della zootecnia italiana.

In fin dei conti la nostra provincia concentra circa il 3% del valore agricolo italiano su circa l’1% della superficie coltivata. Un sistema ad alta intensità produttiva, una provincia zootecnica e lattiero casearia affiancata da un polo vitivinicolo di qualità e di rilievo nazionale. Questo modello genera effetti economici che vanno oltre il valore dei prodotti agricoli: sostiene occupazione, imprese di servizi, industria alimentare, trasporti e attività commerciali.

Il punto

Purtroppo in questo momento i costi per energia, mangimi, fertilizzanti, acqua, investimenti, manutenzioni e gestione dei reflui assorbono una quota consistente dei margini aziendali. Questa fatica accompagnata dalla voglia di non mollare si sono però fatte largo ieri mattina negli interventi delle autorità prima del taglio del nastro e dare il via ufficiale alla fiera.

Il taglio del nastro della novantottesima edizione della Fazi di Montichiari
Il taglio del nastro della novantottesima edizione della Fazi di Montichiari

A fare gli onori di casa, nel corso della inaugurazione, sono stati il presidente del centro Fiera, Gianantonio Rosa, e Marco Togni Sindaco di Montichiari che hanno ribadito che il settore primario «è il traino dell’economia e del territorio e i il Centro fiera è per noi è motivo di orgoglio e volano della nostra economia». L’assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi, ha parlato di «un’esposizione fieristica in grado di mettere in evidenza tradizione, visione e innovazione, così da assicurare un futuro alle produzioni lombarde e italiane di qualità». La politica, di fronte alle esigenze del mondo agricolo, non è rimasta a guardare e altri fondi saranno in arrivo per le filiere maggiormente in difficoltà.

La politica

«Il prossimo 4 novembre licenzieremo il decreto Coltivaitalia - ha annunciato Cristina Almici componente della Commissione Agricoltura alla Camera - che mette a disposizione un miliardo di euro, uno strumento in grado di garantire un futuro anche alle nuove generazioni». Un impegno assicurato anche a Bruxelles dall’europarlamentare Maria Teresa Vivaldini, affinché la Pac, «che oggi pesa per il 25% del bilancio europeo, possa poter contare su maggiori fondi per gli imprenditori». La vicinanza del livello provinciale al mondo agricolo è stata ribadita dal vicepresidente Fabio Rolfi che ha ricordato come la Fazi «è più che mai un polo dove formazione, sviluppo delle conoscenze e delle competenze permettono alle aziende agricole di affrontare le sfide di domani». Ecco perché gli interventi dei presidenti delle Organizzazioni agricole provinciali di Coldiretti, Laura Facchetti, di Confagricoltura Oscar Scalmana, di Copagri Alessandro Baronchelli e di Cia Alex Odini si sono spinti con il cuore oltre l’ostacolo per difendere il nostro modello agricolo e zootecnico di qualità, aperto alle innovazioni, al ricambio generazionale e alla sostenibilità.

Tanto che su quest’ultimo aspetto il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini ha rimarcato come «da dieci anni stiamo costruendo insieme alle istituzioni un percorso di carattere tecnico e scientifico, in modo che si possa valorizzare il digestato quale risorsa per i terreni e ci auguriamo che nei primi mesi del 2027 possano arrivare delle risposte così da poter impiegare una sostanza organica che è meglio di qualsiasi prodotto di carattere chimico». Dal Governo sono stati messi a disposizione ingenti fondi per sostenere l’agricoltura: «Il taglio sulle accise vale un miliardo di euro - ha elencato Prandini - il credito di imposta altri 100 milioni; positivo anche il taglio del 20% dei prezzi del gasolio da parte delle compagnie petrolifere. A queste risorse dobbiamo aggiungere altri 60 milioni del Governo per l’agricoltura e altri 15 milioni erogati in Lombardia per diminuire il prezzo pagato dagli agricoltori».

Finanziamenti

E ci saranno fondi anche per accompagnare la crescita delle imprese, grazie ad Agricoltura 4.0 con un piano pluriennale. Anche perché i convegni che si sono svolti ieri alla Fazi dedicati alla suinicoltura, alla genetica, all’innovazione, alla digitalizzazione e ai nuovi sistemi colturali hanno dimostrato che il sistema agricolo bresciano ha un vantaggio competitivo importante: la capacità di generare valore economico attraverso filiere integrate e specializzate attente alla sostenibilità economica e ambientale. Domani si chiuderanno le mostre zootecniche nazionali con la proclamazione dei vincitori.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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