Economia

Tata: «Iveco rimarrà a Torino. Confermati gli investimenti»

Gli uomini di vertice del gruppo indiano danno garanzie anche sul piano di sviluppo dello stabilimento produttivo di Brescia. «Sosterremo l’attuale strategia industriale»
Da sinistra Wagh, Chandrasekaran e Persson, ieri a Torino
Da sinistra Wagh, Chandrasekaran e Persson, ieri a Torino

Per il gruppo che nasce dall’aggregazione tra Iveco e Tata Motors «si profilano nuove opportunità per incrementare tecnologie, accesso ai mercati ed economie di scala, con competenze che fluiranno in entrambe le direzioni». Lo hanno evidenziato gli uomini di vertice delle due aziende, durante il primo incontro con la stampa, organizzato ieri a Torino per illustrare gli orizzonti della loro la strategia industriale, dopo l’acquisizione della società da Exor (holding della famiglie Elkann e Agnelli), avvenuta lo scorso luglio.

Da qui ha origine il nuovo protagonista globale dei veicoli commerciali, con 21 miliardi di euro di ricavi, oltre 73mila dipendenti, 27 siti produttivi e attività in più di 130 Paesi. È questo dopotutto il risultato dell’ingresso ufficiale di Iveco nel gruppo indiano Tata Motors, che dal 30 ottobre, dopo la chiusura dell’Opa, detiene l’89,42% della società.

La nuova realtà è stata presentata non a caso a Torino, città che manterrà un ruolo centrale nella strategia industriale del gruppo. «Iveco Group continuerà ad avere sede a Torino, mantenendo l’identità distintiva dei propri marchi, delle persone e della presenza industriale», hanno assicurato Natarajan Chandrasekaran, chairman di Tata Sons e Tata Motors, e Girish Wagh, managing director e ceo di Tata Motors. «Sosterremo l’attuale strategia e i piani di investimento di Iveco, mentre le due organizzazioni collaboreranno per valorizzare le rispettive complementarità, rafforzare le competenze e creare maggiore valore per clienti e stakeholder».

Il punto

Già a metà ottobre i vertici di Tata Motors avevano dato importanti garanzie sulla continuità e sull’autonomia di Iveco alle forze sindacali italiane, non solo dal punto di vista occupazionale, ma anche sulla prosecuzione degli investimenti previsti nel biennio. Tant’è vero che in quell’occasione il gruppo indiano ha dato piena conferma delle operazioni di rafforzamento intraprese negli stabilimenti produttivi italiani, compreso quello di Brescia (per un valore stimato di 13 milioni di euro).

«Oggi è una giornata storica per Iveco Group e Tata Motors. Siamo entusiasti di ciò che stiamo costruendo insieme» ha detto ieri il ceo di Iveco, Olof Persson, rimarcando le affinità tra le due aziende, entrambe impegnate nello sviluppo di una mobilità «più pulita, sicura ed efficiente». Sul fronte industriale, peraltro, anche Persson ha confermato gli investimenti negli stabilimenti italiani: «Sono nel piano e sono in corso».

E ha ribadito la centralità di Torino, dove il gruppo sta sviluppando competenze software e tecnologie per la decarbonizzazione: «Oltre alla manifattura, stiamo diventando sempre di più un hub ingegneristico orientato al futuro. Torino resta nel piano il centro di queste attività». Un legame con la città che ha radici anche nella storia di Tata Motors. Wagh ha ricordato che la prima automobile progettata dall’azienda indiana, la «Indica», è nata alla fine degli anni Novanta proprio a Torino, nel centro di design Idea Institute: «Dobbiamo a Torino il nostro business delle auto, in un certo senso è nato qui».

I protagonisti

Tra i maggiori produttori di veicoli commerciali al mondo, il nuovo gruppo nato dall’entrata di Iveco Group in Tata Motors unisce tradizione industriale, marchi forti e portafogli prodotti complementari che coprono l’intero spettro della mobilità commerciale, con una presenza diversificata e in crescita in Europa, India, Sud America, Asia, Medio Oriente e Africa. «La forza dell’operazione risiede nella complementarità», ha sottolineato Girish Wagh.

Le competenze congiunte nel campo delle propulsioni copriranno le varie tecnologie, dai tradizionali motori a combustione interna, alle soluzioni a gas naturale, fino all’elettrico a batteria, all’idrogeno e ad altre tecnologie emergenti a zero o basse emissioni. «Iveco Group apporta competenze consolidate nei veicoli commerciali leggeri, medi e pesanti e negli autobus urbani e interurbani, con solide posizioni competitive in Europa e America Latina. Ftp contribuisce con importanti capacità nel campo dei propulsori per applicazioni stradali, off-road, marine e di generazione di energia», ha evidenziato Olof Persson.

Per clienti, concessionari, fornitori e partner commerciali «la transizione sarà fluida», ha aggiunto il ceo di Iveco Group, spiegando che contratti esistenti, relazioni commerciali, garanzie, servizi post-vendita e soluzioni di finanziamento continueranno senza cambiamenti, supportati dagli stessi team e dalle stesse reti operative. Tata Motors prevede «un aumento dei volumi nei prossimi cinque anni, un aumento significativo dei ricavi e un profilo dei margini in crescita», ha ammesso Natarajan Chandrasekaran, Chairman di Tata Sons, Tata Motors Limited e Iveco Group. «Non sono qui per elaborare un business plan, quello lo condividerà il management di Iveco nei prossimi mesi», ha spiegato. La combinazione, ha aggiunto: «È orientata alla crescita. E abbiamo vari motori di crescita».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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