Salvaguardare gli stabilimenti Iveco di Brescia e Suzzara significa tenere attivi presidi industriale strategici per l’economia a cui fanno riferimento anche decine di piccole imprese dell’indotto. La cessione del ramo commerciale e civile di Iveco Group a Tata Motors, e le prospettive dei due siti lombardi, sono state al centro della seduta di ieri della Commissione attività produttive di Regione Lombardia, presieduta da Silvia Scurati (Lega).
Al confronto sono intervenuti i rappresentanti della proprietà, i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl di Brescia e Mantova, Fismic Confsal, i Comuni di Brescia e Suzzara, la Provincia di Mantova, e le direzioni regionali Sviluppo economico, istruzione, formazione e lavoro. I delegati aziendali di Iveco hanno ricordato che l’offerta pubblica di acquisto di Tata Motors (Opa) scadrà il 26 ottobre, salvo proroghe, e hanno precisato che, pur essendo prematuro entrare nel merito dei piani industriali, verranno garantiti la piena autonomia del gruppo e gli investimenti di quest’anno.
I timori
Dopo l’azienda, la vicepresidente della Commissione Silvia Scurati ha rassicurato che «La Commissione è a disposizione e continuerà a seguire gli sviluppi attesi per le prossime settimane».
Nonostante le rassicurazioni però le organizzazioni sindacali hanno espresso preoccupazione, «Per le criticità della sostenibilità finanziaria di un’operazione fondata su un prestito a breve termine da restituire in 12 mesi, per i rischi di sovrapposizione produttiva e di filiera dei prodotti Iveco e Tata Motors, e per l’insufficienza di garanzie oltre il biennio», ribadendo «la necessità di stabilizzare il personale interinale, soprattutto a Brescia, di proteggere l’indotto, e di istituire tavoli di verifica della concretezza del piano industriale».
Al tavolo
Le preoccupazioni sono state condivise dal consigliere del Gruppo misto Massimo Vizzardi, promotore dell’audizione. «Dall’incontro al Mimit sono emersi aspetti positivi - ha spiegato -, ma restano nodi da sciogliere, come l’operazione a debito, la salvaguardia dell’indotto, la mancanza di un piano industriale di lungo periodo, e la necessità di aggiornare le produzioni rispetto ai modelli già realizzati da Tata Motors».
Il Comune di Brescia e quello di Suzzara hanno ribadito la necessità di tutelare l’occupazione. L’audizione si è inserita nel percorso di monitoraggio avviato lo scorso dicembre per verificare gli impegni previsti dalla mozione 387 della Commissione e valutare le ricadute occupazionali e produttive della cessione su territori e indotto. Dopo il primo tavolo di confronto al Ministero delle imprese, il 13 ottobre si è svolto un nuovo incontro in cui l’ad di Iveco Group, Olof Persson, che ha confermato gli investimenti per il 2026: 12 milioni per lo stabilimento di Brescia e 14 milioni per Suzzara.



