L’edilizia bresciana vuole crescere e fare sistema. E, questa volta, lo fa sotto lo stesso tetto. Nell’80mo anniversario di fondazione di Eseb (Ente sistema edilizia Brescia) e Cape (Cassa assistenziale partitetica edile), gli enti bilaterali del settore delle costruzioni riuniranno nella sede di via della Garzetta formazione e assistenza, sicurezza e servizi, imprese e lavoratori. L’intervento di riqualificazione è ambizioso e il progetto – affidato allo studio d’architettura bresciano DVArea – sarà sviluppato come un percorso di co-progettazione con il coinvolgimento strutturato degli studenti e degli stakeholder.

«Siamo di fronte a un passaggio significativo per l’intero sistema della bilateralità edile bresciana - commentano Paolo Bettoni e Raffaele Collicelli, rispettivamente presidenti di Eseb e Cape -. Vogliamo realizzare uno spazio capace di accompagnare l’evoluzione della formazione e dei servizi al settore. La scelta di DVArea, al termine del confronto con studi di grande qualità, risponde a questa visione. Così come il coinvolgimento degli utenti nella progettazione».

La sfida: ristrutturare mantenendo la sede operativa
Il progetto è corposo e vedrà tra l’altro l’adeguamento sismico e antincendio, la riqualificazione degli impianti, l’efficientamento energetico, la riorganizzazione degli ambienti interni ed esterni. Il complesso di via Garzetta continuerà a ospitare le attività di Eseb, dalla scuola ai percorsi formativi, fino a convegni, seminari e iniziative rivolte agli operatori del settore. A queste funzioni si aggiungerà il trasferimento degli uffici di Cape, rafforzando l’integrazione tra le due realtà. La sfida sarà realizzare un intervento di questa portata mantenendo operativa la struttura.
Per questo la progettazione prevede una cantierizzazione articolata per lotti funzionali, con sequenze di intervento studiate per ridurre al minimo le interferenze e garantire la continuità delle attività formative e istituzionali. La suddivisione in lotti - spiegano - consentirà di mantenere fruibili gli spazi necessari allo svolgimento delle attività, coordinando le diverse fasi del cantiere con le esigenze di Eseb e Cape e con le relative scadenze organizzative.
La nuova sede sarà una vera e propria opera bandiera per l’edilizia bresciana, capace di rappresentare l’evoluzione di un settore profondamente cambiato.
Sostenibilità e innovazione saranno elementi centrali del progetto. «Sarà capace di raccontare un settore composto da imprese che evolvono e investono in innovazione e lavoratori sempre più professionalizzati e necessari per la crescita del settore», evidenzia il presidente di Ance Brescia, Massimo Angelo Deldossi.
«Al progettista abbiamo assegnato come requisiti di partenza il rispetto dei Criteri ambientali minimi, la certificazione Leed come obiettivo prestazionale e un approccio basato su Life Cycle Assessment e Life Cycle Costing. Una progettazione che guarda al futuro e dimostra come la riqualificazione del patrimonio esistente possa diventare un’occasione per sperimentare nuovi standard nel mondo dell’ambiente costruito».
Al centro la persona
«Questa riqualificazione è un investimento sulle persone e sulla qualità del lavoro - dichiarano i segretari Raffaele Merigo di Feneal-Uil, Mirko Capelli di Filca Cisl, Fabio Mascia di Fillea Cgil e Stefano Ceni Fillea Cgil Valcamonica Sebino -. Chi opera nel settore delle costruzioni deve poter contare su luoghi adeguati per formarsi, lavorare e acquisire nuove competenze. Sicurezza, qualità degli ambienti e attenzione alle esigenze di lavoratori e studenti devono essere al centro del progetto, perché la crescita del settore passa dalla valorizzazione delle persone».
Studenti protagonisti nella progettazione
Il progetto prevede il coinvolgimento diretto dei fruitori degli spazi, chiamati a esprimere bisogni, desideri, priorità e modalità d’uso attraverso un percorso partecipativo attivato fin dalle prime fasi e articolato in workshop, interviste e rilevazioni quantitative. Il coinvolgimento riguarderà Eseb, per gli ambienti formativi, e Cape, per gli spazi direzionali e amministrativi, attraverso interviste e momenti di confronto con studenti, docenti, personale, utenti dei corsi e operatori. Un ruolo specifico sarà riservato agli studenti che saranno coinvolti fin dalle prime attività di ascolto e anche nelle successive fasi di sviluppo. Potranno così seguire l’evoluzione del progetto e contribuire alle soluzioni.
«Per DVArea si tratta di un incarico significativo – afferma il co- founder Pietro Bianchi – che ci chiama a progettare un luogo dedicato alla formazione e alla cultura della sicurezza nelle costruzioni. Creeremo un edificio riconoscibile e di qualità, capace di qualificare anche l’area in cui si inserisce».




