Economia

«Il risiko bancario non condizioni il rinnovo del nostro contratto»

Al Centro Paolo VI il congresso della Fabi con il segretario nazionale Lando Maria Sileoni. Confermato al vertice dell’organizzazione provinciale Giuseppe Mazzoldi
Anita Loriana Ronchi
Il congresso della Fabi
Il congresso della Fabi

Le operazioni straordinarie tra i gruppi bancari non devono condizionare o ritardare il tavolo del rinnovo contrattuale per i quasi 300.000 lavoratori del comparto bancario. Lo ha ribadito con enfasi Lando Maria Sileoni, segretario generale Fabi-Federazione autonoma bancari italiani, al XVIII Congresso provinciale che si è celebrato ieri al Centro Paolo VI di Brescia.

Evitare, dunque, che il risiko bancario diventi un alibi per rallentare le trattative poiché, sottolinea Sileoni «il rischio è che, se nei primi mesi del prossimo anno non riusciamo a chiudere, scatterà una inevitabile conflittualità, come già accadde nel 2015. E la cosa più devastante è che, ad operazioni straordinarie concluse, seguirà la loro l'applicazione che si tradurrà in riorganizzazioni, quindi nuovi piani industriali o l’aggiornamento di quelli esistenti». E nemmeno, per il segretario generale, può essere usato come arma il fattore «tempo», in quanto il contratto è scaduto da marzo 2026 e la logica consequenzialità vuole che il rinnovo arrivi prima dell’accordo dei gruppi, pena vanificarne la stessa efficacia.

Il confronto

I segretari della Fabi, Giuseppe Mazzoldi e Lando Maria Sileoni
I segretari della Fabi, Giuseppe Mazzoldi e Lando Maria Sileoni

Quel che non porta da nessuna parte, affonda Sileoni, è il rimanere ancorati ai «personalismi»: forme di campanilismo inutile che «non consentono di fare passi avanti». Ciò in considerazione anche dello scenario italiano, dove le piccole e medie banche «hanno un peso contrattuale molto forte, pur non corrispondendo nemmeno al 20% della geografia del settore; in Abi rappresentano quasi il 49% del totale».

Le richieste della Fabi per il nuovo contratto nazionale vanno dalla parte economica (un aumento retributivo di 518 euro mensili) alla riduzione di orario, dal welfare alla redistribuzione degli utili a favore dei lavoratori, fino alla regolazione nell’uso dell’Intelligenza artificiale. Un tema caldo per il comparto, rappresentato a livello provinciale dal segretario coordinatore Piergiuseppe Mazzoldi.

L’assise, presieduta da Noemi Imperi, con la presenza del segretario nazionale Bcc, Luca Bertinotti, è stata caratterizzata da una riflessione sul valore della squadra («La forza di costruire insieme», il titolo della relazione di Mazzoldi) e sull’importanza di «imparare a cambiare il nostro modo di vedere le cose», cui hanno contribuito anche i giornalisti Francesco Vecchi e Fabio Pavesi.

I numeri

Fabi è il primo sindacato del settore creditizio in Italia e la prima sigla sindacale in tutti i principali gruppi bancari. Dal 2023, ha ricordato Mazzoldi, il numero degli iscritti attivi di Brescia è sostanzialmente stabile, sopra i 2000, e a giugno si è attestato a 2064 lavoratori e lavoratrici.

Nello stesso periodo, secondo i dati di Banca d’Italia, i dipendenti bancari della provincia sono passati da 5.221 nel 2023 a 5.137 nel 2025, 84 colleghi in meno. «Il calo non è una novità recente - rileva il coordinatore provinciale -. Dal 2021, quando i bancari bresciani erano 5.262, l’organico di settore si è progressivamente ridotto (con l’unica eccezione del 2024). La nostra rappresentatività si è però mantenuta intorno al 40%. Quattro colleghi su dieci sono iscritti alla Fabi. Il dato è coerente con l’intero triennio 2023-2025: 39,7% nel 2023, 39,4% nel 2024, 40% nel 2025. E, se calcoliamo, che circa il 20% non è iscritto a nessuna sigla, la quota effettiva sale intorno al 50%: in pratica tra i colleghi che hanno scelto un sindacato, uno su due è iscritto alla Fabi».

Al congresso sono stati inoltre aperti i seggi elettorali per il rinnovo del Consiglio direttivo provinciale del prossimo quadriennio, con 31 delegati votanti in rappresentanza dei 2.931 iscritti. Nuovo Consiglio che si delinea assolutamente in continuità, con Mazzoldi saldamente alla guida della segreteria composta da 13 membri, 11 dei quali confermati dalla precedente.

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