Economia

City4, Borgo Leonardo e Area Fiera: 100 milioni per trasformare Brescia

La nuova sfida di Davide Schiffer si chiama Braid Holding, una boutique italiana dell’immobiliare. La società sta avviando e strutturando tre operazioni strategiche in città
Roberto Ragazzi

Roberto Ragazzi

Giornalista

Borgo Leonardo, nell’ex sede Enel di via Leonardo da Vinci - © www.giornaledibrescia.it
Borgo Leonardo, nell’ex sede Enel di via Leonardo da Vinci - © www.giornaledibrescia.it

La nuova sfida di Davide Schiffer si chiama Braid, «Boutique italiana dell’immobiliare per il mondo finanziario», nata a Brescia nel 2026. Il nome richiama proprio l’idea di intreccio: mettere insieme capitali, finanza, competenze tecniche e capacità imprenditoriale per trasformare aree già urbanizzate e spesso inutilizzate in nuovi pezzi di città.

La prima palestra è Brescia, dove Braid sta avviando e strutturando tre operazioni strategiche: City4, su incarico di  MyCredit, società del Gruppo Orion, nella rigenerazione dell’ex Freccia Rossa; Borgo Leonardo, nell’ex sede Enel di via Leonardo da Vinci, sempre su incarico di  MyCredit  nella messa a terra del progetto fermo dal 2018; infine l’Area Fiera, nella zona delle cascine a Brescia Ovest. Tre progetti diversi, ma accomunati dalla stessa ambizione: riportare a nuova vita spazi costruiti, generare sviluppo e accompagnare la trasformazione urbana della città.

Schiffer ha costruito il proprio mestiere lontano da un percorso accademico lineare. Laureato in Giurisprudenza, ha capito presto che la materia giuridica non sarebbe stata la sua strada. La svolta arriva con l’ingresso nel gruppo Draco, holding bresciana di partecipazioni guidata da Giuseppe Taini e Mario Dora, dove resta dodici anni e costruisce sul campo le competenze che lo porteranno a occuparsi di sviluppo immobiliare, finanza e operazioni complesse. Da Ponte di Legno a Roma, da Bari a Brescia, Schiffer segue progetti diversi e matura una visione multidisciplinare del real estate.

Nel 2018, insieme a Mauro Girardi, partecipa alla nascita e allo sviluppo di Borgosesia, trasformando una società quotata ormai priva di operatività in una piattaforma dedicata agli investimenti immobiliari. Dopo quasi otto anni, l’esperienza si conclude e Schiffer avvia una nuova sfida: Braid Holding.

Davide Schiffer, ceo di Braid Holding
Davide Schiffer, ceo di Braid Holding

Schiffer, perché Braid?

Dopo 25 anni di lavoro ho sentito l’esigenza di creare qualcosa che rappresentasse la mia maturazione professionale. Nel real estate la competenza non nasce dalla semplice somma dei servizi, ma dalla qualità con cui vengono governate le decisioni. Braid nasce per mettere insieme capitali, finanza, competenze tecniche e capacità imprenditoriale.

Chi sono i soci e come avete costruito questa complementarità?

Con me ci sono Gianfranco Ronchi, con Ripa spa, che porta sessant’anni di esperienza nel mondo delle costruzioni e dell’edilizia; mentre Paolo Capuzzi, attraverso CP Consulting, presidia la parte finanziaria. Io mi occupo dello sviluppo e del governo complessivo delle operazioni. È un po’ come cucinare: ci sono tanti ingredienti, ma qualcuno deve metterli insieme. Nel real estate non basta avere il finanziere, l’architetto o il costruttore: devono stare tutti allo stesso tavolo.

La prima sfida è Brescia, con tre grandi interventi.

Sì. City4 di MyCredit è già un cantiere e rappresenta la riqualificazione di un nodo strategico della città. Borgo Leonardo è un’altra operazione importante, perché recupera un’area rimasta ferma per anni. L’ex Enel ha una posizione strategica tra via Leonardo da Vinci e Campo Marte e prevediamo il recupero dell’edificio storico, nuovi volumi e soprattutto un collegamento verde pubblico tra le due aree.

E poi c’è l’Area Fiera.

È la porta Ovest della città. Stiamo lavorando allo sviluppo di un’area che dovrà dialogare con la Fiera, col futuro capolinea della tramvia e con il PalaLeonessa. L’idea è mantenere le destinazioni previste: ricettivo, commerciale e servizi, ma con molto verde e un’architettura bassa e gradevole. Non una sommatoria di volumi, ma un pezzo di città.

Che cosa serve oggi a Brescia?

Serve continuare sulla strada della rigenerazione. Brescia ha avuto una grande tradizione industriale e urbanistica, e deve portare avanti questa tradizione, è una grande opportunità. La città ha una posizione straordinaria: è sull’asse Milano-Venezia, vicina ai laghi, alla montagna e alla Franciacorta, con un tessuto industriale fortissimo. Le case costano ancora molto meno che a Milano e l’alta velocità rende la città sempre più accessibile. Per molti è più comodo avere una scrivania a Brescia.

Qual è allora il vero ostacolo?

La capacità di mettere allo stesso tavolo gli imprenditori che rischiano, le istituzioni che devono avere una visione e il sistema finanziario che deve sostenere i progetti. Con il Comune di Brescia c’è un’ottima interlocuzione. L’esempio di City4 dimostra che si può trasformare un problema in un’opportunità: MyCredit ha scelto di investire e di mettere capitali importanti nella riqualificazione. Noi abbiamo il compito di mettere a terra questi investimenti.

Ruspe al lavoro all’ex Freccia Rossa - © www.giornaledibrescia.it
Ruspe al lavoro all’ex Freccia Rossa - © www.giornaledibrescia.it

Braid resterà però una realtà bresciana?

No. Da gennaio avremo una sede a Milano. Brescia è il nostro punto di partenza e qui abbiamo trovato un terreno fertile, ma vogliamo lavorare dove ci sono opportunità. Milano è indispensabile perché lì si concentrano capitali, fondi e grandi relazioni finanziarie. Noi vogliamo essere il braccio operativo capace di trasformare quei capitali in sviluppo.

Il vostro modello guarda anche al segmento alto?

Sì, e sul Garda vediamo grandi opportunità. A Gardone Riviera stiamo sviluppando una villa in un grande parco, con una decina di appartamenti di lusso. Il Garda è la nostra Costa Azzurra: stanno arrivando nuovi hotel cinque stelle, investimenti internazionali e una domanda importante dall’estero. C’è anche un altro mercato da costruire, quello della fascia media e medio-bassa, soprattutto legato all’housing e all’attrattività della città.

E la fascia media medio bassa.

Qui le opportunità sono vastissime. Abbiamo realtà economiche eccellenti a Brescia: da A2A a Turboden; nella sanità, dal Civile alla Poliambulanza. Dobbiamo riuscire ad attrarre competenze, tecnici, manager, infermieri. Olivetti lo capì negli anni Cinquanta, dove c’è crescita e dove ci sono servizi, la gente si trasferisce più volentieri.

Dunque l’immobiliare non è un settore da cui fuggire quando il mercato rallenta?

Assolutamente no. L’immobiliare, come l’automotive o l’industria petrolifera, ha le sue stagioni. È un mestiere complesso, ma non può fermarsi. Quando il mercato si contrae molti operatori scappano. Noi vogliamo fare l’opposto: individuare le opportunità, strutturarle e portarle a terra. Il bello di Braid, in fondo, deve ancora venire.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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