Economia

Mangiare sano nonostante i rincari: «Si scelgano prodotti di stagione»

Con l’inflazione che avanza sono cresciuti anche i prezzi di frutta e verdura. I consigli della biologa nutrizionista Federica Federici: «Anche le verdure surgelate possono essere convenienti»
Marco Papetti

Marco Papetti

Giornalista

Cassette di frutta e verdura esposte in un negozio
Cassette di frutta e verdura esposte in un negozio

Mangiare sano e spendere poco. Un’opzione che potrebbe sembrare sempre più difficile da praticare, in una fase in cui l’inflazione ha fatto aumentare il prezzo di molti generi alimentari, tra i quali anche frutta e verdura. Secondo i dati diffusi dall’Istat, rispetto allo stesso periodo del 2025, ad agosto il prezzo dei beni alimentari non lavorati è stata del 3,7%. Eppure, anche in un periodo di rincari come quello che stiamo vivendo, non è detto che alla scelta di un’alimentazione salutare debba corrispondere anche un esborso economico più pesante per le famiglie.

«Scegliere prodotti di stagione»

Non è di questo avviso, almeno, la biologa e nutrizionista bresciana Federica Federici Signori: «I rincari sono molto molto alti, soprattutto per la frutta – dice –. Ma è importante considerare che non è necessario comprare sempre un alimento che costa di più o che ci sembra migliore per mangiare sano».

Come fare? Spesso, spiega, «per mangiare sano andiamo a cercare alimenti con l’etichetta “bio”, anche per quanto riguarda frutta e verdura, ma non dovrebbe per forza essere il primo criterio. E invece il primo criterio per risparmiare su frutta e verdura dovrebbe essere la stagionalità, in modo da acquistare ciò che è più abbondante in un dato momento. In questo modo è possibile contenere un po’ la spesa, perché sul costo non incide il trasporto da posti lontani. In più, si genera anche un impatto minore in termini di sostenibilità».

Quindi, per esempio, nel periodo autunnale «sarebbe meglio comprare frutta come mele, pere, uva, cachi e melagrane e verdure come zucca, funghi, broccoli e cavolfiore: prodotti del periodo, spesso più convenienti e ricchi di varietà». E così via per ogni stagione: «In inverno agrumi, mele, pere, kiwi e verdure come cavoli, broccoli, finocchi e radicchio» e in primavera «fragole, kiwi, asparagi, carciofi, piselli e fave». In estate, infine, «conviene approfittare di pomodori, zucchine, melanzane, peperoni, cetrioli, meloni, pesche e albicocche».

Federica Federici Signori
Federica Federici Signori

Le verdure surgelate

Per mangiare sano senza spendere troppo si possono rompere anche alcuni «tabù»: «In alcuni casi può essere molto conveniente comprare verdure surgelate – continua la biologa nutrizionista –. È una cosa secondo me importantissima ma a cui non si pensa mai perché comprando questo tipo di verdura si ha sempre l’idea di fare qualcosa di sbagliato: pensiamo sempre che le verdure surgelate abbiano qualcosa che non va, ma dal punto di vista nutrizionale sono assolutamente paragonabili a quelle fresche e quindi compatibili con una dieta sana. Fondamentalmente, se andiamo a comprare una busta di spinaci surgelati, riusciamo a risparmiare e non facciamo andare a male i prodotti, un’altra cosa che a volte ci porta a spendere un po’ di più».

Oltre alla frutta e alla verdura, poi, ci sono i legumi: «Sono molto importanti come fonti di fibre nella dieta – spega Federici –. Ovviamente non vanno a sostituire frutta e verdura, ma può essere conveniente comprare più spesso lenticchie, fagioli, ceci secchi, perché costano veramente pochissimo e aiutano ad aumentare la nostra porzione di consumo vegetale».

Anche i legumi aiutano a garantire una dieta vegetale ed economica
Anche i legumi aiutano a garantire una dieta vegetale ed economica

«Comprare il necessario»

Ma ci sono anche altre accortezze pratiche: «Io consiglio sempre ai miei pazienti di guardare il prezzo al chilo: in questo modo si capisce se una confezione che ci sembra conveniente lo è davvero. Basta anche solo confrontarne due o tre dello stesso tipo».

Infine, per la nutrizionista, è «fondamentale» anche fare attenzione a ciò che si compra, nell’ottica di ridurre gli sprechi: «Questo comporta ovviamente un risparmio sia dal punto di vista nutrizionale sia da quello economico – dice –. Spesso abbiamo l’abitudine di andare a fare la spesa senza pensare realmente ai pasti o agli spuntini che faremo in settimana. Se invece prendiamo l’abitudine di buttare giù una volta alla settimana una sorta di “menù” di ciò che mangeremo, potremmo davvero riuscire a stimare quante porzioni di verdura e frutta ci servono per accontentare tutta la famiglia, non comprarne in eccedenza e quindi non farle andare a male. Comprando solo il necessario, il risparmio alla fine del mese può essere davvero considerevole».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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