Economia

L’inflazione scatenata dai prezzi energetici: è ai massimi dal 2023

Meloni a von der Leyen: «Serve flessibilità». L’obiettivo è portare i dati al prossimo Ecofin
I prodotti energetici sono aumentati del 22%
I prodotti energetici sono aumentati del 22%

L'inflazione ruggisce, con un balzo del 4,2% a settembre ai massimi dal settembre 2023, in un parallelo fra lo shock energetico ucraino di allora e quello di oggi centrato su Hormuz. Una grana politica, con l'andamento dei prezzi sui livelli più alti nell'area euro, che arriva mentre il governo lima la manovra di un 2027 ad altissima carica elettorale.

Ma Giorgia Meloni non si fa trovare impreparata. Anzi. La premier riapre la partita sulla flessibilità annunciando il prossimo invio di una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per chiedere nuovi margini «per sostenere famiglie e imprese». L'obiettivo è portare sul tavolo del prossimo Ecofin proprio i dati sull'inflazione di cui bisognerà tenere conto «nel calcolo dei parametri europei da rispettare e del deficit consentito».

Un problema europeo

Che il problema dei prezzi sia europeo lo dicono effettivamente i numeri, anche se il 4,2% dell'Italia è secondo, fra i principali partner europei, solo al 4,9% della Spagna, che però ha la scusante di una crescita più che doppia. Francia e Germania, a settembre, sono salite al 3% e al 3,3% rispettivamente. Gli Usa in controtendenza rallentano invece al 3,4%.

L'innesco, in Italia come in Ue, sono i prodotti energetici, che segnano +22,3%. Con le retribuzioni misurate da Istat ferme a +2,4% a giugno e il clima di fiducia di consumatori e imprese che vira in negativo a settembre, il problema si è già trasformato in un nodo politico.

Meloni assicura che la manovra si concentrerà sui salari e sulla difesa del potere di acquisto. Ma la segretaria del Pd Elly Schlein ha gioco facile a dire «l'inflazione si sta letteralmente mangiando gli stipendi degli italiani». Il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari parla di una «pericolosa accelerazione» dei prezzi e chiede rinnovi contrattuali per adeguare il potere d'acquisto, neutralizzare il fiscal drag, tassare gli extraprofitti. Se Confcom parla di economia «in chiaroscuro» Confesercenti teme una frenata dei consumi invernali.

La manovra

Più nel concreto c'è la manovra. Con l'inflazione e i tassi Bce sale il rendimento dei Btp, con lo spread oggi arrivato a 102. L'aumento di rendimento di 60 punti base visto nell'ultimo mese rischia di costare almeno due miliardi l'anno in più in interessi. Un'inflazione più elevata, per contro, aumenta il Pil nominale, aiutando a contenere il rapporto debito/Pil che nel 2027 è visto ben sopra il 138%. L'inflazione poi, secondo la Bce, si riavvicinerà al 2% solo a fine 2027. Quella alimentare va verso un'accelerazione autunnale. Un quadro che impone alla maggioranza di correre ai ripari.

Proprio in vista del varo venerdì del nuovo Documento programmatico di finanza pubblica, i ministri sono attesi, secondo quanto viene riferito, per un vertice a Palazzo Chigi con la premier. Bisognerà tirare le fila dopo i provvedimenti come la sospensione del bollo auto, la moral suasion per il tetto al prezzo dei carburanti e sulle ipotesi per la manovra. La priorità sembra restare quella di estendere l'aliquota Irpef al 33% ai redditi fino a 60.000 euro ma c'è anche la flat tax al 5% sugli aumenti retributivi dei giovani.

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