«Sono provvedimenti importanti ma restano misure tampone, della breve durata, estemporanee». Come a dire: ogni risparmio è una buona notizia per i consumatori, ma il rischio dell’effetto spot è concreto.
L’innesco a cascata dello sconto nel mercato libero dell’energia è ora materia di analisi e osservazione da parte delle associazioni dei consumatori. Prima la rincorsa progressiva al taglio delle accise, poi il tetto autoimposto da Eni, Ip e Q8, infine l’annuncio del 30% di sconto sulle nuove bollette di luce e gas di Enel per i prossimi due anni. Atti che in tanti hanno colto al volo con assalti ai distributori di carburante e chiamate compulsive per informazioni utili ma che potrebbero trasformarsi in fumo negli occhi. «Ho l’impressione che in questo momento di crisi si stia rompendo quell’oligopolio delle imprese e che si stia scatenando una guerra di marketing» spiega Fabio Scozzesi, presidente del Movimento per la Tutela e il Consumo Responsabile di Acli Brescia.
Per molti osservatori, al di là degli slogan, il risparmio nelle case degli italiani ammonta a pochi euro mensili: il reale lontano dal percepito. In questo contesto fatto di accise mobili e tagli temporanei, l’ennesima cattiva notizia arriva da Arera: la bolletta elettrica per i clienti domestici vulnerabili in regime di Maggior Tutela è infatti aumentata di oltre il 37% nel quarto trimestre del 2026. «Chi subisce di più è sempre la parte più debole, ovvero i consumatori – continua Scozzesi -. Eppure negli ultimi cinque anni caratterizzati da guerre e crisi internazionali ed energetiche le imprese sono sempre riuscite ad aumentare i propri profitti».
Provvedimenti tampone
Nel mirino delle associazioni dei consumatori finisce infatti soprattutto la provvisorietà di provvedimenti tampone, incapaci di cambiare davvero la qualità della vita delle famiglie. «C’è bisogno di un tavolo istituzionale che avvii un ravvedimento diffuso, servono misure strutturali» aggiunge Giovanni Punzi, presidente di Adiconsum Brescia.
Di certo al momento l’obiettivo è quello di scongiurare un crollo verticale dei consumi interni e abbassare i costi di benzina e bollette significa ridurre i costi di trasporto delle merci, frenando le spinte inflazionistiche sui prodotti alimentari. Va in questa direzione anche l’intenzione di applicare, dopo il 5 ottobre, le accise mobili. Il tentativo di disinnescare la trasmissione shock dai costi energetici ai prezzi al consumo si scontra però con nodi strutturali legati alla sostenibilità dei bilanci societari, alle dinamiche concorrenziali e alla stabilità fiscale dello Stato.
La vera sfida per l’economia italiana resta la transizione e la riduzione dei costi alla fonte (ad esempio tramite la tassazione degli extra-profitti o riforme fiscali sistemiche sulle accise), evitando che la fine della finestra temporale degli sconti si traduca, tra qualche mese, in una nuova e più violenta stangata per i contribuenti. Intanto, a proposito dell’entrata in vigore di scontistiche in bolletta come quella di Enel al via da oggi, il presidente Punzi avverte: «Bisogna essere prudenti, utilizzare molta cautela. Ai consumatori consigliamo di valutare attentamente le offerte che vengono proposte ma anche il contratto attualmente in vigore. Se si decide cambia fornitore nell’immediato potrebbero esserci delle penali, così il risparmio previsto diventa ancora più relativo».




