Dai concordati fallimentari alle energie rinnovabili, senza abbandonare immobiliare e agricoltura. È la nuova traiettoria di crescita della bresciana Mael, la holding fondata dall’avvocato Lino Gervasoni, che avvia un piano di investimenti «monstre» per le energie rinnovabili: fino a 70 milioni di euro nel fotovoltaico nei prossimi anni, con una prima tranche da 20 milioni di euro destinata allo sviluppo dei primi impianti sparsi in Italia. Un progetto che nasce dalla valorizzazione di un patrimonio immobiliare accumulato in oltre trent’anni di attività nelle procedure concorsuali e che vede come partner industriale la camuna 3R Energia srl, società con sede legale a Breno e sedi operative a Costa Volpino e Locate Triulzi, specializzata nello sviluppo, nella progettazione, costruzione e gestione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Il progetto
L’idea è quella trasformare un vasto patrimonio, oggi scarsamente redditizio, in un asset produttivo. «Abbiamo seguito circa 150 concordati – spiega Gervasoni – e in molti casi ci sono rimasti terreni, capannoni e aree industriali dismesse in tutta Italia. Sono beni che spesso hanno un valore di mercato limitato, ma possono diventare perfetti per ospitare impianti fotovoltaici».

Un portafoglio acquisito attraverso concordati e spazia da Torino a Genova; da Parma fino a Trani. Proprio nella cosiddetta «Puglia Imperiale» il gruppo dispone di oltre 100mila metri quadrati di aree del concordato della storica azienda di prefabbricati Rdb spa: «Copriremo i tetti dei capannoni con pannelli fotovoltaici e valorizzeremo superfici oggi inutilizzate».
Per sostenere il progetto Mael ha costituito due nuove società: una dedicata agli impianti per l’autoconsumo e una focalizzata sulla produzione e vendita di energia. «Credo molto nelle rinnovabili – sottolinea Gervasoni –. Partiamo con un investimento di 20 milioni, ma il piano complessivo potrà arrivare a 70 milioni».
L’energia rappresenta uno dei pilastri della strategia di diversificazione avviata dal gruppo, spinta anche dall’evoluzione della normativa sulle procedure concorsuali. «Sto trasformando una società nata per occuparsi di concordati e acquisto di crediti in una holding con attività diversificate. Con la riforma fallimentare il business tradizionale è destinato inevitabilmente a ridursi».
Agricoltura oltre l’energia
Accanto all’energia cresce il peso dell’agricoltura. Il gruppo controlla anche l’Agricola Sant’Antonio, tra le principali aziende del comprensorio del Parmigiano Reggiano, con 100 ettari coltivati, 1.500 capi bovini e una produzione di circa 200 quintali di latte al giorno, oltre a una seconda azienda agricola a Polesine Zibello. «L’agricoltura è un settore nel quale continueremo a investire. Il Parmigiano Reggiano dimostra una forza di mercato straordinaria: quest’anno il latte è stato venduto a 1,32 euro al litro, valori impensabili in altri comparti».
Resta centrale anche il real estate, soprattutto a Milano, dove Mael sviluppa quattro cantieri: via Donizetti 20; corso di Porta Romana 113; via Benadir; e via Mecenate 76. Il gruppo controlla inoltre strutture alberghiere come lo Splendido Bay di Padenghe sul Garda, Le Corti del Lago e il Majestic di Castenedolo, mentre sono in corso interlocuzioni con Marriott per l’ingresso dell’hotel gardesano nel network internazionale.
Fondata nel 1995 con un capitale sociale di 10 milioni, Mael fa oggi capo a una ventina di società operative. Nel 2025 la holding ha chiuso con un utile netto di 25 milioni e un patrimonio netto consolidato di 250 milioni di euro, valore che, secondo Gervasoni, risulta ampiamente sottostimato rispetto agli asset immobiliari detenuti. Parallelamente procede il passaggio generazionale con i figli Andrea, Chiara e Laura.




