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Richiedei affida Instagram a due 25enni: +60% di vendite dai social

I titolari di Richiedei e Il Laccio, storici calzaturifici a Brescia, hanno puntato su Evoluzione Imprese: «Siamo la prova che la giovane ETM è vincente»

Quando ha stretto la mano ai due ragazzi seduti dall'altra parte del tavolo, Carolina aveva in testa un solo concetto: «L'ennesimo buco nell'acqua». Non era pessimismo. Era esperienza. Aveva già dato fiducia due volte, forse tre, ed era sempre finita allo stesso modo: dei bei contenuti, dei report ordinati, e una cassa rimasta invariata. Adesso davanti aveva due venticinquenni, più giovani di lei di parecchio, che le chiedevano di affidare loro il suo negozio. Non le mura, certo: la voce. Che per un negozio del centro, oggi, è quasi la stessa cosa.

Ha firmato lo stesso. Questa è la storia di cosa è successo dopo e di come si arriva, dopo essersi scottati due volte, a scommettere su una terza possibilità.

Ripartire dopo la pandemia

I negozi sono tre: Richiedei, Il Laccio in via Fratelli Porcellaga, 17 e Il Laccio al centro commerciale Elnós. La rottura, per Carolina come per tanti, coincide con un momento storico che non serve ricordare: la pandemia. Da dietro il bancone vede cambiare le abitudini, un cliente alla volta. La gente non passa più davanti alla vetrina per caso: guarda prima, altrove, su uno schermo. «Mi sono resa conto che era fondamentale approdare in un mondo più online, non solo nei negozi fisici», ricorda. Non un'illuminazione: una constatazione. E la mossa più ragionevole del mondo: farsi aiutare da chi ne sa più di lei.

È qui che comincia il copione che centinaia di commercianti bresciani conoscono a memoria. Si firma. Si paga, ogni mese. Arrivano i contenuti: curati, gradevoli, «carini», pensa la titolare, con una parola che è già una sentenza. Arrivano i report, pieni di numeri veri: visualizzazioni, coperture, interazioni. Cresce tutto, tranne l'unica cifra che a fine giornata conta. E quando lei chiede spiegazioni, la risposta è identica da un'agenzia all'altra, quasi fosse scritta nello stesso manuale: servono tempo e pazienza. Ma Carolina è a un passo dal toccare il fondo di quella pazienza: ed è in questo momento che decide di affidarsi ai due ragazzi.

L'incontro e la svolta

Chi legge queste pagine, li ha già incontrati: erano i «due 24enni bresciani dietro il boom digitale di altre aziende bresciane» raccontati tempo fa proprio su questo giornale. Filippo Zanibelli e Paolo Ronchi, oggi venticinquenni, hanno costruito attorno a Evoluzione Imprese una squadra di tredici persone, un'ETM media che in un consiglio di amministrazione farebbe notizia, con sede a Brescia e una trentina di imprese seguite: negozi di vicinato, e-commerce, aziende manifatturiere.

A Carolina non promettono pazienza. Le dicono una cosa diversa, quasi brutale: sul mercato si vendono due prodotti con lo stesso nome. Uno è la visibilità: follower, like, contenuti eleganti. L'altro è un sistema che porta clienti e si misura come un investimento: cosa entra, cosa esce, in quanto tempo. Si chiamano entrambi «fare i social». Non sono la stessa cosa, e la differenza di solito si scopre a fine anno.

Quanto all'ETM, non la nascondono: la rivendicano. Sono cresciuti dentro le piattaforme che altri hanno dovuto studiare da adulti. È il dettaglio che ribalta i dubbi di Carolina: «Nonostante la giovane ETM, sinceramente mi ha sorpreso la padronanza della materia».

Risultati immediati e concreti

La prima differenza è la velocità. Le altre agenzie chiedevano mesi, con Evoluzione Imprese «i tempi si sono dimezzati». Il lavoro diventa un calendario condiviso: contenuti pensati in anticipo, campagne seguite da professionisti e la possibilità, per Carolina, di dedicarsi al proprio negozio. Un lavoro di squadra, nella convinzione che «non si può fare tutto da soli, perché da soli si arriva a un tetto di crescita limitato», ammette.

Dalla porta di Richiedei rientra gente che mancava da anni. Clienti che si erano semplicemente dimenticati del negozio e che ora lo riattraversano con il telefono in mano, mostrando il video che li ha riportati lì. «Vedendo i video sono tornati ad acquistare in negozio», racconta. Non solo dal quartiere, ma da tutta Brescia città, che riscopre su uno schermo questa insegna storica.

E quando le si chiede dei risultati, Carolina non si fa pregare. «Sono preparata», sorride. Poi snocciola i dati: «Il mese appena passato, solo tramite il canale Instagram, un più 60% di fatturato. E settanta pezzi venduti in più». Un mese. Un canale solo. E il dettaglio che rende il numero quasi paradossale: Richiedei non vende online. Ogni euro di quella crescita è entrato dalla porta, sulle gambe di un cliente.

A chi le chiede oggi un riscontro sulla propria esperienza con Evoluzione Imprese, risponde senza esitazione: «Bisogna fidarsi di loro. Incontrarli almeno una volta: trasmettono passione, ma nello stesso tempo competenza». Poi, a registratore ancora acceso, ride e aggiunge la frase che nessuna agenzia potrebbe scriversi da sola: «E non mi hai pagato per dire questo».


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