Economia

Terreni, il Lugana spinge la domanda insieme agli impianti d’energia

Emerge dai dati del Listino dei valori immobiliari. La presidente Cavalli: «C’è una filiera attenta alla transizione energetica nella nostra regione e così è pure a Brescia»
Paola Gregorio
Alcuni vigneti dell’area del Lugana
Alcuni vigneti dell’area del Lugana

Un vigneto doc in Franciacorta o nella zona del Lugana vale mediamente dai 200 ai 250mila euro all’ettaro, un po’ meno in Valtenesi, dove per l’acquisto si dovrebbero sborsare dai 150mila ai 200mila all’ettaro. La fotografia è scattata dall’edizione 2026 del Listino dei valori immobiliari di Brescia e provincia realizzato dalla Borsa immobiliare promossa da Pro Brixia, azienda speciale della Camera di Commercio di Brescia.

Il mercato

Il mercato è sostanzialmente stabile per i terreni seminativi irrigui rispetto al 2025, ma è appunto il comparto vitivinicolo a evidenziare le dinamiche più interessanti. La Franciacorta mantiene valori consolidati pur in presenza di una domanda più prudente, la Valtenesi ha richieste più selettive, mentre il Lugana continua a distinguersi per una domanda sostenuta e compravendite che raggiungono anche il tetto massimo del listino.

«I dati della sezione agraria del Listino sono validati anche dalle associazioni di categoria del settore – precisa la presidente del Comitato di Borsa, Laura Cavalli –. Nel Lugana la domanda è più vivace. Questo non vuol dire che in Franciacorta ci sia stato un calo, semplicemente gli acquirenti sono più prudenti. Il posizionamento qualitativo è comunque buono. In Valtenesi la richieste sono un poco inferiori».

Sul fronte delle compravendite, l’Osservatorio del Mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate – i dati in questo caso riguardano tutte le tipologie di terreni, non solo quelli a vigneto, e includono anche i fabbricati rurali – dice che le transazioni normalizzate nel primo trimestre 2025 nel Bresciano sono state 32 per un totale di 126 lo scorso anno; nei primi tre mesi di quest’anno se ne contano 18.

Agrovoltaico

L’altra tendenza evidenziata per quanto concerne la proprietà agricola è l’interesse crescente per i terreni destinati allo sviluppo di impianti per la produzione di energie rinnovabili (biogas, biometano, fotovoltaico e agrovoltaico). Si conferma, così, un trend che sta progressivamente modificando gli investimenti del comparto agricolo, anche in linea con una maggiore sensibilità ambientale e l’impegno per la transizione energetica: naturalmente devono essere aree funzionali a impianti green.

Un parco fotovoltaico
Un parco fotovoltaico

Gli impianti di biogas di derivazione agricola, dati aggiornati a fine 2023, precisa Cavalli, «sono 451 in tutta la Lombardia, e di questi 86 sono a Brescia, seconda provincia lombarda per numero dopo Cremona». Non deve stupire perché sono i due territori con maggior vocazione zootecnica della Regione.

«Per quanto riguarda il biometano – specifica la presidente – a luglio 2024 la Lombardia aveva 23 dei 133 impianti attivi a livello nazionale. Il dato dimostra che c’è una filiera attenta alla transizione energetica nella nostra regione e così è pure a Brescia che è un’importante provincia agricola. Sul fronte di fotovoltaico e agrivoltaico a fine 2024 la Lombardia era la prima regione italiana per potenza fotovoltaica installata. La domanda – conclude Cavalli – è crescente laddove la normativa urbanistica lo permette e ci sono le caratteristiche richieste».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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