Era uno degli obiettivi dichiarati per il 2026 e il traguardo è stato raggiunto in tempi record. Bonomi Group sbarca con la produzione negli Stati Uniti acquisendo Perin Machining Company, azienda specializzata nelle lavorazioni meccaniche di precisione con sede a Webster City, nello Iowa. L’operazione, realizzata attraverso la controllata Bonomi North America, rappresenta un passaggio strategico per il gruppo bresciano guidato da Aldo e Carlo Bonomi: trasformare il principale mercato estero, che pesa per il 30% del fatturato, anche in una piattaforma produttiva.

Una piccola azienda familiare
La scelta non è caduta su una grande realtà manifatturiera, ma su un’officina altamente specializzata. Fondata nel 1980 da Dave Perin, che iniziò l’attività installando il primo tornio automatico nel garage del padre prima di trasformarla in un’impresa a tempo pieno, Perin Machining Company è una classica azienda familiare giunta alla seconda generazione. Produce componentistica metallica di precisione destinata ai settori dei grandi elettrodomestici, dell’automotive, dell’oleodinamica e delle macchine agricole, operando come «job shop» ad alta tecnologia nella lavorazione meccanica di componenti torniti.
«È un piccolo seme che faremo crescere – commenta Aldo Bonomi –. Ma è importante averlo piantato, saremo in grado di svilupparlo». L’obiettivo, infatti, non è limitarsi ad acquisire capacità produttiva, ma trasferire negli Stati Uniti il know-how tecnologico maturato negli stabilimenti italiani. «Negli Usa eravamo presenti con la rete commerciale, ci mancava un sito produttivo. Perin svolge lavorazioni molto simili alle nostre e utilizza l’ottone. Installeremo la nostra tecnologia, molto più evoluta di quella oggi presente nello stabilimento americano. La famiglia Perin resterà in azienda e affiancherà i nostri manager».
Il gruppo bresciano è già presente negli Usa
La presenza negli Stati Uniti non parte comunque da zero. Il gruppo dispone già di una struttura commerciale consolidata attraverso Bonomi North America, con sedi a Charlotte, nel North Carolina, e a Roselle, nel New Jersey. L’acquisizione dello stabilimento nello Iowa completa quindi la filiera, consentendo di produrre direttamente sul mercato più importante per il gruppo, riducendo tempi di consegna, costi logistici e l’esposizione alle incertezze legate ai dazi e alle tensioni geopolitiche.
«Questa operazione rappresenta un ulteriore, significativo traguardo nel nostro percorso di crescita e sviluppo internazionale - dichiarano Aldo e Carlo Bonomi -. L’acquisizione rafforza in modo concreto la presenza produttiva del gruppo negli Stati Uniti, che costituiscono per noi il mercato estero più importante e strategico».
Acquisizioni a raffica
L’investimento si inserisce nella strategia che ha trasformato Bonomi Group in uno dei protagonisti europei della valvoleria e della componentistica industriale. Il gruppo bresciano ha chiuso il 2024 (ultimi dati disponibili) con ricavi consolidati pari a 376 milioni di euro, un margine operativo lordo di 99 milioni e un utile netto di 43,6 milioni. Una crescita costruita anche attraverso un’intensa campagna di acquisizioni: da Fra.Bo a Tecnovielle, da Penta a Ghibson, passando per Chibro, Savinox fino alla più recente Conflow, rilevata alla fine del 2024. Operazioni che hanno ampliato il portafoglio prodotti e rafforzato competenze nella torneria, nello stampaggio e nella lavorazione delle leghe non ferrose.
Ma, come aveva sottolineato lo stesso Aldo Bonomi in un incontro con la stampa, la dimensione raggiunta non è un punto d’arrivo. «Siamo cresciuti molto, abbiamo ampliato l’offerta di prodotti, ma non basta. Ora dobbiamo fare un ulteriore sforzo per continuare a essere competitivi». L’approdo produttivo negli Stati Uniti rappresenta proprio questo nuovo salto di qualità: non più soltanto esportare tecnologia italiana, ma realizzarla direttamente nel mercato che oggi vale quasi un terzo del fatturato del gruppo. Un investimento che guarda oltre l’attualità e punta a consolidare la competitività internazionale dell’industria bresciana nel lungo periodo.




