Il comparto europeo dell’automotive sta vivendo una profonda fase di trasformazione e una crisi strutturale segnata da un calo di competitività rispetto ai colossi asiatici, ritardi tecnologici e tensioni occupazionali. «A Bruxelles devono decidere cosa vogliono fare ...» chiosa Sergio Metelli. «Il mercato europeo è contrassegnato dall’incertezza e dalla pesante confusione sulla necessaria riforma del pacchetto "Fit for 55", introdotto per ridurre le emissioni nette di gas serra entro il 2030», continua il presidente dell’omonimo gruppo di Cologne, specializzato nella produzione di pezzi e sistemi per il raffreddamento motore (anche elettrico).
Lo scenario
«Sono convinto che il futuro non si attenda, ma si costruisca – chiude Metelli –. Tuttavia ci vuole tempo per attrezzarsi e la nostra sfida in azienda è quella di guardare al di là del 2030». Se, al netto del pacchetto di investimenti per 8 milioni di euro, l’operazione che ha contrassegnato il 2025 del gruppo bresciano è stata l’acquisizione di alcune attività della spagnola Airtex Spain (suo concorrente), quest’anno invece l’intervento di primaria importanza che la società di Cologne porterà a termine sarà la revisione del suo piano industriale.
«È indispensabile un aggiornamento che consenta di adeguare le nostre priorità strategiche alle mutate condizioni del mercato automotive e alla progressiva evoluzione verso la mobilità elettrica - spiega il presidente -. Il nuovo piano terrà conto dei cambiamenti intervenuti all’interno del gruppo e dell’esigenza di estendere l’orizzonte di pianificazione per costruire basi solide e durature per il futuro: dovrà integrare crescita, innovazione tecnologica, sostenibilità, sviluppo di nuovi prodotti e apertura di nuovi mercati, mantenendo al centro la solidità industriale e finanziaria della società». Con questo intento, i vertici della società hanno intrapreso proficui confronti con le più importanti case automobilistiche e con i maggiori consulenti internazionali.
Sotto la lente
Va detto, dando merito al lavoro fin qui svolto dalla famiglia Metelli, che il gruppo si è sempre mosso lungo queste direttrici. Lo confermano per certi versi anche i risultati dell’ultimo bilancio. I ricavi 2025 ammontano a 179,7 milioni (+0,6% sull’esercizio precedente), l’Ebitda è di 17,7 milioni (contro i 20,6 milioni del 2024)e il risultato netto è positivo per 4,26 milioni (l’utile dello scorso anno era di 7,32 milioni). Di maggiore rilievo l’evoluzione finanziaria registrata dalla Metalli. La Pfn consolidata è migliorata, passando da un indebitamento di 26 milioni a 13,9 milioni euro.
«Questo risultato - puntualizza Roberto Scattolini del Controllo di gestione – è sostenuto dalla gestione reddituale e da un’attenta gestione del capitale circolante, ha consentito alla capogruppo di rispettare i covenant legati ai finanziamenti a lungo termine». A tal proposito non va trascurato, come ha ammesso Sergio Metelli, che negli ultimi anni si è riscontrato un aumento dei costi produttivi (energia per circa 400mila euro e alluminio per 800mila euro) «ancora difficili da scaricare sul mercato».
Le opportunità
A Cologne, in ogni caso, forti anche di una buona solidità finanziaria, lo sguardo resta rivolto all’orizzonte. «Stiamo analizzando nuovi prodotti, altri mercati e valutando opportunità alla nostra portata» confessa Metelli, aprendo alla possibilità di un’ulteriore espansione per linee esterne. «Nel frattempo – rimarca – ci siamo assicurati due nuove commesse nel settore delle pompe acqua: un ordine di produzione di serie destinata a uno dei principali costruttori automobilistici europei e una commessa di nicchia per uno dei principali produttori italiani di auto sportive. Queste assegnazioni confermano il progressivo rafforzamento del gruppo anche nel mercato del primo equipaggiamento».




