Alluminio «green» di Raffmetal per i motori delle Ferrari

L’azienda di Vobarno è tra i primi 16 fornitori strategici mondiali della casa automobilistica grazie alle nuove leghe da riciclo. Il premio consegnato a Maranello
Roberto Ragazzi

Roberto Ragazzi

Giornalista

I 16 finalisti: i fornitori Ferrari premiati a Maranello
I 16 finalisti: i fornitori Ferrari premiati a Maranello

Si chiama Silval il fulcro dell’alleanza instaurata tra Raffmetal e Ferrari: una famiglia di leghe di alluminio primario ad alto contenuto di riciclo sviluppata dal gruppo bresciano, battezzata così in memoria del fondatore Silvestro Niboli. È proprio grazie a questa innovazione «green» che l’azienda di Vobarno, parte del gruppo Silmar, ha conquistato uno dei più prestigiosi riconoscimenti assegnati dal Cavallino Rampante ai propri fornitori strategici.

L’evento a Maranello

Nel corso di «Podio Ferrari 2026», evento annuale che riunisce a Maranello l’eccellenza della supply chain mondiale della casa automobilistica, Raffmetal si è aggiudicata il premio nella categoria Co-Prosperity, dedicata ai partner che contribuiscono alla crescita sostenibile e condivisa della filiera industriale. Un risultato di rilievo se si considera che Ferrari ha selezionato appena 16 finalisti tra oltre 700 fornitori internazionali.

La motivazione del riconoscimento fotografa con precisione il percorso compiuto dall’azienda bresciana: «Per l’impegno nello sviluppo di leghe altamente riciclabili e per le proposte innovative in materia di circolarità, dimostrando concretamente che sostenibilità e competitività possono convergere in armonia».

L'ad di Raffmetal, Franco Franzoni
L'ad di Raffmetal, Franco Franzoni

A ritirare il premio è stato Franco Franzoni, amministratore delegato e direttore tecnico di Raffmetal e Silval, davanti a una platea che comprendeva il presidente di Ferrari, John Elkann, l’amministratore delegato Benedetto Vigna e il top management di Maranello.

La partnership rafforzata 

Il riconoscimento rappresenta più di un semplice attestato di merito. Conferma la solidità di una partnership industriale costruita in oltre cinque anni di collaborazione e fondata su una visione comune: utilizzare l’alluminio da riciclo come leva concreta per ridurre l’impatto ambientale dell’industria automobilistica senza sacrificare prestazioni e qualità.

Ferrari ha individuato fin dalle prime fasi del progetto in Raffmetal il partner ideale per sviluppare una lega primaria da riciclo capace di soddisfare i rigorosi standard richiesti per applicazioni ad alte prestazioni. Da qui è nato un intenso lavoro di ricerca, sperimentazione e validazione tecnica - spiega l’azienda bresciana - che ha portato allo sviluppo della gamma Silval, prodotta nel nuovo Special Alloys Plant di Vobarno, entrato in funzione nel 2020.

Lega a bassa impronta carbonica

Tra le soluzioni sviluppate spicca Silval 7, una lega che garantisce il 100% di alluminio proveniente da riciclo e presenta un’impronta carbonica inferiore a un chilogrammo di CO2 equivalente per chilogrammo di alluminio, verificata da un ente terzo secondo l’approccio «dalla culla al cancello». Un risultato che colloca il prodotto tra le soluzioni più avanzate disponibili sul mercato europeo.

La lega viene oggi utilizzata da Ferrari nella realizzazione di getti in gravità destinati alla componentistica motore delle proprie vetture. Un’applicazione che certifica il raggiungimento di standard qualitativi e prestazionali estremamente elevati e dimostra come il riciclo possa rappresentare una risposta concreta alle sfide della transizione industriale.

Il premio assegnato a Raffmetal assume una valenza strategica più ampia. Il modello industriale sviluppato dall’azienda bresciana punta a valorizzare il rottame di alluminio come materia prima strategica, riducendo consumi energetici ed emissioni rispetto ai processi basati sull’alluminio primario. Approccio che contribuisce anche a rafforzare l’autonomia produttiva europea in una fase caratterizzata da crescenti tensioni sulle catene globali di approvvigionamento.

L’asse industriale che da Vobarno arriva fino a Maranello è anche la dimostrazione di come la manifattura italiana possa continuare a competere sui mercati internazionali puntando su tecnologia, ricerca e sostenibilità.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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