Reinvestire gli utili nell’impresa, preservare l’unità della famiglia e costruire valore attraverso innovazione, sostenibilità e competenze. È questa la filosofia alla base di Silmar Group che i sette fratelli Niboli, con Andrea alla presidenza, continuano a tradurre in scelte industriali. Una strategia che privilegia la solidità nel lungo periodo, rispetto ai risultati di breve termine e che, anche in un 2025 segnato da tensioni geopolitiche, rincari energetici, inflazione e rallentamento di settori chiave come automotive ed edilizia, ha consentito al gruppo valsabbino di consolidare crescita e redditività senza frenare gli investimenti.
Il gruppo – ricordiamo – venne fondato da Silvestro Niboli. Il nome della holding, Silmar, nasce dall’unione di Silvestro e Margherita (la moglie), mentre il logo raffigura una margherita con 7 petali (uno per ciascuno dei figli). Oggi è una realtà industriale integrata e internazionale, con una trentina di siti produttivi e una presenza in quasi 100 mercati.
Il modello bastato su diversificazione e innovazione
Dalle leghe di alluminio da riciclo all’idrotermosanitario, dall’automotive ai sistemi per il riscaldamento e al riciclo delle materie plastiche, Silmar ha costruito negli anni un modello di sviluppo fondato su diversificazione e innovazione.
Il conto economico aggregato fotografa questa evoluzione. Il fatturato raggiunge 1,467 miliardi, in crescita rispetto a 1,439 del 2024; l’Ebitda si attesta a 155,2 milioni (era 155 milioni nel 2024), mentre l’utile netto è di 79,8 milioni, in calo rispetto ai 107 milioni del 2024. Nel 2025 il cash flow supera i 143 milioni e gli investimenti sfiorano i 70 milioni, destinati anche ad efficienza energetica, innovazione tecnologica, automazione, sicurezza e qualità dei processi. Il gruppo occupa 3.493 collaboratori, dei quali 2.043 in Italia e 1.450 all’estero.

Nel settore del riscaldamento, Fondital ha proseguito l’ampliamento della gamma con caldaie sempre più efficienti e ha sviluppato il percorso per ottenere la Dichiarazione ambientale di prodotto (Epd) dei propri radiatori. Parallelamente ha consolidato la presenza nell’automotive, investendo negli stabilimenti dedicati ai getti strutturali in alluminio ad alta precisione, incrementando l’automazione produttiva.
Raffmetal conferma il proprio ruolo di riferimento europeo nelle leghe di alluminio da riciclo a bassa impronta carbonica. Le leghe Silval continuano a guadagnare quote di mercato grazie alle elevate prestazioni tecniche (Silval è la lega di alluminio primario ad alto contenuto di riciclo utilizzata anche da Ferrari) e al profilo ambientale. Sul fronte energetico l’azienda copre il 66% del proprio fabbisogno elettrico attraverso autoproduzione e fonti rinnovabili, grazie anche alla nuova turbina alimentata dal recupero del vapore, mentre prosegue il percorso di decarbonizzazione con interventi destinati a ridurre di circa due milioni di metri cubi annui il consumo di metano.

Anche Valsir ha mantenuto un buon posizionamento nel 2025 nonostante il rallentamento del comparto edilizio. L’azienda ha inaugurato il nuovo sito produttivo di Prevalle dedicato al riciclo, implementato una piattaforma di energy management basata sull’intelligenza artificiale e ottenuto la certificazione Cam per il pannello V-Erre Evo. Oltre il 46% del fabbisogno elettrico è già coperto da fonti rinnovabili.
Nel comparto delle cassette di scarico, la società Oli ha lanciato Oli70, la prima cassetta da incasso realizzata con plastica rigenerata, rafforzando il proprio impegno verso economia circolare ed efficienza energetica. Mentre la scietà Marvon ha chiuso positivamente l’esercizio, investendo nello sviluppo di nuovi prodotti e confermando le certificazioni di qualità, ambiente ed energia, mentre Alba ha registrato una crescita grazie all’acquisizione di nuovi clienti in un mercato internazionale rimasto debole.
Le società italiane del gruppo hanno coperto il 54% del fabbisogno elettrico con fonti rinnovabili, percentuale che sale al 70% considerando cogenerazione, trigenerazione e recupero energetico. «In un contesto internazionale caratterizzato da profonde trasformazioni economiche, geopolitiche e industriali – sottolinea il presidente Andrea Niboli – continueremo a investire in ricerca e sviluppo, tecnologie, decarbonizzazione dei processi e digitalizzazione. La competitività passa dalla capacità di governare la dual transition, valorizzando le persone che rappresentano il principale patrimonio del Gruppo».




