Economia

Dove vuole lavorare la Gen Z: le 20 aziende più desiderate in Italia

Nella classifica redatta da Great place to work sul podio ci sono Edera Nordest, Bending Spoons e Quantyca. Brescia assente dalla graduatoria
Ragazzi della GenZ al lavoro
Ragazzi della GenZ al lavoro

La capacità di attrarre, formare e trattenere i talenti della Generazione Z si conferma un fattore rilevante per la competitività delle imprese italiane. Su questo tema si concentra il ranking «Best Workplaces for Gen Z 2026» di Great place to work Italia, elaborato sulle valutazioni di 5.048 collaboratori nati dal 1998 in poi, all’interno di un campione complessivo di quasi 40 mila rispondenti di 92 organizzazioni. La classifica individua le 20 aziende con le migliori performance nella qualità dell’ambiente di lavoro e nel coinvolgimento dei giovani. Per accedere al ranking le imprese dovevano avere almeno 20 collaboratori e una quota minima del 10% di rispondenti Gen Z al questionario sul clima aziendale.

Le migliori 20

Al vertice della graduatoria 2026 si colloca Edera Nordest, società veneta (Padova) attiva nei servizi finanziari e specializzata nei prestiti a dipendenti e pensionati. Al secondo posto Bending Spoons, gruppo tecnologico milanese focalizzato sull’acquisizione e lo sviluppo di imprese digitali, seguito da Quantyca, società di Monza di consulenza It specializzata in data management, advanced analytics e data streaming.

Completano la graduatoria Jet Hr (information technology, Milano), Accuracy (servizi professionali, Milano), Groupe Isagri (information technology, Codogno-Lodi), Hilton (ospitalità), Méthode (information technology, San Vendemmiano-Treviso), Kiabi (retail), Octopus Energy (manifattura & produzione), Florence One (information technology, Pistoia), Auxiell (servizi professionali, Padova), Fiabilis Consulting Group (servizi professionali, Milano), Aton (information technology, Pomezia-Roma), Glas Italy (servizi finanziari & assicurativi), Reverse (servizi professionali), Caffeina (advertising & marketing, Parma), Up2You (servizi professionali, Milano), Gruppo Breaders (ospitalità, Bologna) e Sector Alarm (retail).

Nota a margine: Milano emerge con città dove ha sede il maggiori numero di aziende presenti nella classifica. Brescia invece non porta nessuna realtà.

I parametri

Nelle aziende premiate il Trust Index, che sintetizza credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione, raggiunge in media l’88%, contro il 42% della norma italiana: uno scarto di 46 punti percentuali. Il Leadership Index è pari al 90% nelle realtà migliori rispetto al 39% del benchmark nazionale, con un vantaggio di 51 punti.

I settori

La distribuzione settoriale mostra una netta concentrazione nei comparti a maggiore intensità di conoscenza. L’information technology rappresenta il 35% delle aziende in classifica, settore seguito dai servizi professionali con il 25%. Retail, servizi finanziari e assicurativi e ospitalità incidono ciascuno per il 10%, mentre manifattura e advertising & marketing si fermano al 5%.

Dimensioni e occupazione

Sul piano dimensionale, il ranking comprende sette piccole imprese con 10-49 addetti, cinque aziende tra 50 e 149 collaboratori, cinque tra 150 e 499, due tra 500 e 999 e una realtà con oltre mille dipendenti. La capacità di costruire un ambiente attrattivo per i giovani dipende soprattutto dalla qualità dei processi manageriali e dalla coerenza delle politiche interne.

La rilevanza della Gen Z emerge anche dai dati occupazionali: nel triennio analizzato la quota di collaboratori nati dal 1998 è salita dal 5% al 13% della popolazione aziendale. Una dinamica destinata ad assumere maggiore peso in un contesto di riduzione demografica e progressivo invecchiamento della forza lavoro.

Interessare, incuriosire e ispirare

Alessandro Zollo, ceo di Great place to work Italia
Alessandro Zollo, ceo di Great place to work Italia

«I giovani nati dal 1998 in poi non si accontentano più dei vecchi paradigmi professionali, ma cercano trasparenza, equità e soprattutto una leadership capace di ascoltare e guidare con coerenza – dichiara Alessandro Zollo, ceo di Great place to work Italia –. In un contesto di invecchiamento demografico, in cui la popolazione italiana diminuisce di circa 2 milioni di persone ogni 10 anni, la capacità delle aziende di attrarre e trattenere i profili junior è il vero vantaggio competitivo concreto, perché saranno proprio questi profili ad aiutare la transizione tecnologica della popolazione più esperta in aziende con un’anzianità media sempre più alta.

«Le aziende che sapranno interessare, incuriosire e ispirare i giovani – conclude Zollo –, saranno quelle che riusciranno ad accaparrarsi una generazione che diminuirà in termini di numeri e costerà sempre di più in termini di investimento».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Economia & Lavoro

Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Delitti Bresciani, il podcast del GdBDelitti Bresciani, il podcast del GdB

I grandi casi della cronaca nera e giudiziaria che hanno varcato i confini della provincia e sono diventati casi nazionali

ASCOLTA
Impara l’inglese in un meseImpara l’inglese in un mese

La nuova edizione in cinque volumi è in edicola con il GdB ogni giovedì fino al 20 agosto

SCOPRI DI PIÙ