Conto Termico a Brescia: per i Comuni una sfida che vale 30 milioni

Barbara Fenotti
Deldossi (Ance Brescia): «Amministrazioni locali strategiche per definire progetti e garantire tempi certi di realizzazione»
La platea al convegno - © www.giornaledibrescia.it
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Dietro la misura Conto Termico 3.0, il nuovo sistema di incentivi per sostenere efficienza energetica e fonti rinnovabili termiche, c’è una partita che riguarda da vicino anche il nostro territorio tra investimenti, lavori pubblici, innovazione tecnologica e qualità dell’abitare.

Una sfida che coinvolge Amministrazioni pubbliche, imprese e cittadini e che nel Bresciano assume dimensioni particolarmente rilevanti. Oltre duecento Comuni, 900 edifici scolastici e circa 13.000 alloggi pubblici raccontano infatti un patrimonio diffuso e spesso datato, sul quale la leva dell’efficientamento energetico può produrre effetti concreti.

Il peso per Brescia

Parlando in cifre, considerato che lo stanziamento complessivo ammonta a 900 milioni, nel Bresciano dovrebbero arrivare dai 25 ai 30 milioni. In questo scenario il Conto Termico 3.0 si propone come strumento operativo per trasformare il patrimonio esistente e accompagnare una nuova stagione di riqualificazione.

Se n’è parlato ieri all’auditorium dell’Ente sistema edilizia bresciana nel corso di un seminario promosso da TeknoProject con il patrocinio di Ance, Provincia, Associazione Comuni Bresciani, Confartigianato e Regione.

In apertura è intervenuto da remoto il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, che ha sottolineato come il Conto «rappresenta una misura moderna e performante, con mezzo miliardo destinato ai privati e grande attenzione alla rapidità di accesso, anche per sostenere comunità energetiche e piccoli Comuni in un percorso coerente con gli obiettivi europei al 2050».

La sfida

L’importanza di strumenti operativi chiari è stata evidenziata anche dal presidente di Ance Brescia, Massimo Angelo Deldossi, il quale ha sottolineato come «il ruolo delle Amministrazioni locali sia centrale per il coordinamento dei progetti e per garantire tempi rapidi di realizzazione».

Della dotazione complessiva 500 milioni sono destinati ai privati, di cui 150 alle imprese, e 400 milioni alle Pubbliche amministrazioni, di cui 20 riservati alle diagnosi energetiche.

Il meccanismo

Le principali novità, spiegate ieri dalla dirigente Mase-Dee, Ilde Gaudiello, e dalla funzionaria Gse Rossana Visone, sono l’estensione dell’accesso al meccanismo anche alle Pubbliche amministrazioni, l’ampliamento delle tecnologie incentivabili, l’ammissibilità agli interventi di efficienza anche ai soggetti privati su edifici del settore terziario, il contributo anticipato per la redazione della diagnosi energetica, che è pari al 50% della spesa da sostenere ed è riservato a PA ed ets non economici.

Il tavolo dei relatori - © www.giornaledibrescia.it
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Ma anche la possibilità di accesso tramite Cer o Gruppi di autoconsumatori di cui Pa, ets o soggetti privati siano membri, l’accesso mediante soggetto privato in configurazione pubblico-privato per le Pa, l’innalzamento della quota incentivata al 100% della spesa per interventi su edifici di Comuni fino a 15.000 abitanti, la maggiorazione dell’incentivo per interventi che utilizzano componenti prodotti nell’Ue o moduli fotovoltaici iscritti al registro delle tecnologie del fotovoltaico.

Il quadro istituzionale ha visto interventi mirati a sottolineare l’impatto locale della misura, dal presidente della Provincia Emanuele Moraschini all’on. Cristina Almici, passando per il presidente di Aler Brescia, Amedeo Ghidini e la presidente di Acb, Cristina Tedaldi, che ha osservato come «il Conto rappresenta uno strumento chiave per centrare obiettivi ambientali, ridurre consumi e modernizzare un patrimonio edilizio pubblico spesso datato». L’assessore regionale all’Ambiente Giorgio Maione ha parlato di «misura immediatamente utilizzabile per accelerare la transizione energetica».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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