Economia

Un conto digitale per la mobilità: cos’è il nuovo «bonus trasporti»

La misura, contenuta nel Piano sociale per il clima approvato il 4 agosto, prevede l’erogazione di un titolo annuale fino a 400 euro per biglietti e abbonamenti. L’individuazione dei beneficiari tramite una graduatoria basata su un «indice di vulnerabilità»
Marco Papetti

Marco Papetti

Giornalista

Il conto digitale sarà utilizzabile per i servizi del trasporto pubblico
Il conto digitale sarà utilizzabile per i servizi del trasporto pubblico

Un «bonus trasporti», ma diverso da quello erogato (e non più rinnovato) nel 2022 e nel 2023. La nuova misura «Il mio conto di mobilità», che dovrebbe entrare in vigore il prossimo anno (e fino al 2032), non sarà infatti un voucher, ma, appunto, un conto digitale – fino a 400 euro annuali – utilizzabile dagli utenti con un Isee inferiore a 20mila euro all’anno per i servizi del trasporto pubblico, anche se forniti da operatori diversi. Per accedere al bonus non ci sarà un click day, ma verrà stilata una graduatoria sulla base di un «indice di vulnerabilità» che terrà conto di vari criteri, tra cui il reddito e il possesso o meno dell’automobile.

Il nuovo «bonus» è una delle misure contenute nel «Piano sociale per il clima», approvato dal governo il 4 agosto e predisposto dall'Italia ai sensi del Regolamento (UE) 2023/955: ora il testo dovrà completare l’iter di approvazione europeo, prima di essere definito con un apposito decreto. 

Il vecchio bonus trasporti

Nel 2022 e nel 2023 il governo aveva promosso un altro «bonus trasporti»: in quel caso si trattava di un contributo fino a 60 euro per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale e regionale. Nel 2022 potevano beneficiarne i cittadini con un reddito annuo non superiore a 35mila euro, mentre nel 2023 il tetto di reddito era stato abbassato a 20mila euro.

Oggi il bonus trasporti, promosso in quel biennio per rispondere «all’aumento dei costi energetici e al conseguente incremento delle spese di mobilità per le famiglie, non è più in vigore» né è prevista la sua riproposizione per il periodo 2026-2032: pertanto, viene specificato nel testo approvato il 4 agosto, non esiste il «rischio» di una sovrapposizione con «Il mio conto di mobilità». 

Come funziona la nuova misura

Anzi, l’incentivo in via di approvazione è stato pensato, si legge nel documento del «Piano sociale per il clima», proprio per migliorare alcuni «aspetti critici» del precedente bonus trasporti: «l’accessibilità per gli utenti con maggiori barriere digitali o informative, il targeting verso i soggetti effettivamente vulnerabili e la personalizzazione in base alle specifiche esigenze territoriali».

Ma cosa prevede di preciso? La principale differenza con il vecchio bonus trasporti consiste nel fatto che la nuova misura non consiste in un «voucher mono acquisto», ma in un vero e proprio conto: un «conto individuale di mobilità» con un tetto di spesa annuale, valido per 12 mesi dalla data di emissione. 

Gli scaglioni e l’«indice di vulnerabilità»

Il conto non ha un tetto di spesa uguale per tutti, ma si articola in tre scaglioni, determinati a partire da un «indice di vulnerabilità economica» (con punteggi da zero a 100): i tre scaglioni valgono 400, 200 e 100 euro all’anno, assegnati a seconda delle condizioni economiche – e non solo – di chi fa richiesta per accedere alla misura di sostegno.

In sostanza, i titoli di spesa utilizzabili nel trasporto pubblico verranno assegnati tramite una graduatoria, che si baserà sull’indice di vulnerabilità (non ci saranno quindi click-day per accaparrarsi la misura di sostegno economico). Per definire l’«indice di vulnerabilità» del beneficiario – e quindi la graduatoria per ripartire gli utenti nei tre scaglioni – verranno quindi presi in considerazione quattro criteri: economico (l’Isee annuo), la distanza (tra la casa e il luogo di lavoro o di studio per esempio), il precedente possesso di un abbonamento del trasporto pubblico e quello di un’automobile nel nucleo familiare a cui si appartiene.

Se si avrà un Isee sopra i 20mila euro non si potrà ricevere il bonus, e così anche nel caso in cui cui si ottenga un punteggio inferiore a 35. In tutti gli altri casi, i quattro criteri concorrerà a formare la graduatoria e a determinare il valore del conto digitale:

  • Con un indice di vulnerabilità (Idv) superiore a 80 punti, il voucher varrà 400 euro
  • Con un Idv tra 55 e 79 punti, il voucher assegnato sarà di 200 euro
  • Con un Idv tra 35 e 54 punti, infine, si otterrà un voucher del valore di 100 euro

Il punteggio massimo (100 punti) sarà attribuito anche ad alcuni utenti con accesso prioritario: caregiver familiari che assistono persone con disabilità certificata, persone con disabilità certificata e persone sottoposte a trattamenti sanitari continuativi che richiedono spostamenti frequenti.

Va precisato che non tutti coloro che potenzialmente possiedono i requisiti per accedere al bonus, però, potranno effettivamente ottenerlo. Il governo ha infatti previsto di assegnare, in base alla graduatoria, 9,9 milioni di titoli di spesa (in media 1,65 milioni di utenti all’anno).

La «Piattaforma della mobilità ecosolidale» (Pmes)

Concretamente, come è previsto che venga erogato il conto? Attraverso una apposita piattaforma – «della mobilità ecosolidale» –, dove l’incentivo verrà fornito sotto forma di «credito digitale nominativo», associato al profilo personale dell’utente. L’interfaccia digitale del conto dovrà essere predisposta per poter funzionare con i vari sistemi di pagamento e di emissione dei biglietti dei diversi operatori del trasporto pubblico che hanno aderito alla Pmes.

Sulla piattaforma dovranno inoltre venire elencate le offerte di mobilità agevolata a cui è possibile accedere utilizzando il titolo di spesa. Il valore del titolo di spesa non concorrerà a formare il reddito imponibile dell’utente che ne beneficia (né per la determinazione dell’Irpef, nè per quella dell’Isee).

Quando entrerà in vigore 

Come detto, non è ancora stato approvato il decreto con i dettagli della misura. Quando ciò accadrà, saranno anche disponibili le informazioni precise sulle modalità per presentare la domanda di accesso al bonus. In ogni caso, il proposito – messo nero su bianco nel Piano sociale per il clima – è di far partire la misura «dal primo trimestre del 2027», con durata di sei anni, fino «al quarto trimestre del 2032». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Economia & Lavoro

Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Cosmo 2050 - Speciale eclissi di agostoCosmo 2050 - Speciale eclissi di agosto

Dove, a che ora e in che modo seguire i due grandi appuntamenti estivi.

SCOPRI DI PIÙ
Delitti Bresciani, il podcast del GdBDelitti Bresciani, il podcast del GdB

I grandi casi della cronaca nera e giudiziaria che hanno varcato i confini della provincia e sono diventati casi nazionali

ASCOLTA
Impara l’inglese in un meseImpara l’inglese in un mese

La nuova edizione in cinque volumi è in edicola con il GdB ogni giovedì fino al 20 agosto

SCOPRI DI PIÙ