Economia

Come si può risparmiare sulle bollette in vista dell’inverno

Con i rincari dei beni energetici, si teme una stagione impegnativa per i conti delle famiglie. Alcune accortezze quotidiane possono però aiutare a spendere meno
Marco Papetti

Marco Papetti

Giornalista

Il prezzo dei beni energetici è in crescita
Il prezzo dei beni energetici è in crescita

La stagione fredda si avvicina, ma la congiuntura economica rischia di rendere l’inverno un periodo di sacrifici per molti consumatori. A settembre l’inflazione è salita al 4,2%, per effetto dei rincari di gas e carburanti. La crescita del costo del gas, in particolare, fa temere per le bollette dei prossimi mesi: secondo gli ultimi dati, in Italia i prodotti energetici hanno segnato un +22,3% su base annua e un aumento del 17,1% ad agosto. In particolare, è nel mercato tutelato che temono gli aumenti maggiori: Arera ha annunciato che nel quarto trimestre di quest’anno la bolletta elettrica per i clienti vulnerabili serviti in regime di maggior tutela (circa 3 milioni) aumenterà del 37,3% dal trimestre precedente.

In questo contesto, nell’ambito del mercato libero Eni ha annunciato sconti di 100 euro all’anno su luce e gas, una mossa a cui hanno replicato Enel e A2A ricordando le proprie offerte già attive in favore dei consumatori. Consumatori che si preparano, dal canto loro, a un inverno in cui le bollette saranno una fonte ricorrente di preoccupazione. Ma come si può fare per risparmiare?

I clienti vulnerabili e il mercato libero

Un dato paradossale emerso in questi giorni è il fatto che l’aumento dei prezzi dell'energia elettrica per i clienti serviti dal servizio di maggior tutela ha reso più vantaggioso il mercato libero, in cui il risparmio sulle bollette potrebbe arrivare al fino al 24%, secondo un’analisi del sito Facile.it. Nel servizio di maggior tutela, la tariffa per il quarto trimestre 2026 è salita a 0,43 euro per kilowattora, tasse incluse, che corrisponde a una bolletta mensile media di 72 euro, mentre nel mercato libero le migliori tariffe partono da circa 0,33 euro kWh, tasse incluse, per una bolletta mensile di 55 euro. Secondo Facile.it, il vantaggio economico su base annua sarebbe di quasi 210 euro. Una situazione, quella degli utenti vulnerabili, che è stata denunciata dalle associazioni per la difesa dei consumatori.

Per consumare meno

Al netto di costi su cui l’utente non può agire direttamente, come gli oneri di sistema, cosa può fare il consumatore per contenere i costi delle bollette? Il mezzo principale, ovviamente, è limitare i consumi, utilizzando solo per lo stretto necessario luce e gas, evitando anche inutili dispersioni di calore. 

Nel caso del riscaldamento, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha pubblicato sul proprio sito un decalogo di consigli per migliorare l’efficienza energetica degli impianti, diminuendo anche i costi in bolletta:

  1. Installare un sistema di regolazione climatica per la caldaia: se si abbina al riscaldamento un sistema di termoregolazione, si può ottimizzare il consumo energetico, dal momento che la temperatura dell’acqua in base a quella esterna;
  2. Installare sistemi di monitoraggio dei consumi (i «contatori intelligenti») in modo da monitorare le proprie abitudini, individuando eventuali sprechi o malfunzionamenti;
  3. Eseguire in modo regolare la manutenzione degli impianti, per controllare che funzionino in modo efficiente;
  4. Controllare la temperatura e le ore di accensione, regolamentate per ciascuna zona climatica italiana;
  5. Schermare le finestre durante la notte: chiudere persiane e tapparelle, utilizzando tende pesanti la sera per evitare dispersioni di calore. In questo modo, oltre a risparmiare energia, l’abitazione si mantiene calda;
  6. Non coprire i radiatori: tende, mobili e altri tipi di schermature davanti ai termosifoni ostacolano la diffusione del calore nell’ambiente (mentre l’inserimento di materiali riflettenti – come un foglio di carta stagnola – tra il muro e il termosifone riduce le dispersioni di calore verso l’esterno);
  7. Non lasciare le finestre aperte troppo a lungo;
  8. Affidare a un tecnico un check-up dell’abitazione, in modo da valutarne l’efficienza e la capacità di isolamento termico di pareti e finestre;
  9. Installare valvole termostatiche, per poter regolare in modo autonomo la temperatura in ogni ambiente;
  10. Investire in un impianto di riscaldamento nuovo, a condensazione o a pompa di calore ad alta efficienza.

Nel caso dei consumi elettrici, la scelta dell’orario in cui si utilizzano gli elettrodomestici influenza i costi finali in bolletta: il consiglio in genere è quello di optare per le ore serali o notturne per utilizzare gli elettrodomestici.

Altri consigli, possono essere:

  • Effettuare gli ultimi dieci minuti di cottura a forno spento (-1,5% consumi anno, secondo quanto riportato da Enel);
  • Evitare la modalità standby per Tv, decoder e console, non lasciare gli alimentatori delle prese collegati (-0,5% consumo annuo);
  • Usare lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico;
  • Scollegare gli alimentatori dalle prese elettriche quando non li si utilizza;
  • Dismettere le lampadine alogene, optando per le lampadine a led;
  • Scegliere con attenzione l’illuminazione dei diversi ambienti domestici: la camera da letto – ricorda Enel – di solito non necessita di un’illuminazione importante, mentre altri spazi, come la cucina, ne hanno più bisogno.
Limitare l'uso degli elettrodomestici in alcune fasce orarie può aiutare a risparmiare
Limitare l'uso degli elettrodomestici in alcune fasce orarie può aiutare a risparmiare

Il vademecum di Udicon

Oltre a questi accorgimenti quotidiani, anche una buona comprensione dei meccanismi che regolano la produzione del prezzo finale è importante ai fini del risparmio, come ricorda un vademecum pubblicato in questi giorni dall’Unione per la difesa dei consumatori (Udicon).

Sia che si voglia capire come ridurre i consumi, sia che si voglia cambiare fornitore, il punto di partenza, ricorda l’associazione, è la lettura delle precedenti bollette. Per confrontare le diverse offerte dei fornitori di energia, occorre appuntarsi il valore dei consumi annui di luce (espressi in kilowatora, kWh) e gas (misurato in standard metro cubo, Smc). Il suggerimento, per il consumatore, è di basarsi sempre sui reali consumi che si sono effettuati negli ultimi 12 mesi.

Prezzo fisso o variabile

Le offerte di fornitura energetica prevedono due opzioni, la tariffa a prezzo fisso e quella a prezzo variabile. Una differenza che, ricorda l’associazione di tutela dei consumatori, non corrisponde alla scelta «tra sicuro e conveniente», ma rappresenta un diverso modo di calcolare il prezzo della componente energia.

Se si sceglie un’offerta a prezzo fisso, il prezzo della componente energia, quella cioè legata al costo dell’energia acquistata, resta lo stesso per un periodo di tempo stabilito dal contratto che si è stipulato. Nel caso del prezzo variabile, invece, il prezzo può appunto cambiare nel tempo sulla base di un indice previsto dal contratto.

In entrambi i casi, Udicon consiglia di controllare alcuni valori per poter confrontare meglio le offerte. Se si ha un contratto a prezzo fisso, sono da verificare la durata del prezzo, la quota fissa, le condizioni successive alla scadenza, mentre nel caso del prezzo variabile sono da controllare l’indice usato, la frequenza di aggiornamento, lo spread, la quota fissa e gli eventuali altri corrispettivi.

Anche non schermare i termosifoni aiuta a non disperdere calore
Anche non schermare i termosifoni aiuta a non disperdere calore

Sconti e bonus

Un’altra accortezza, secondo Udicon, riguarda gli sconti: alcuni di quelli proposti dai fornitori sono elevati, ma possono riguardare solo una parte della bolletta oppure durare soltanto pochi mesi. Vale la pena anche chiedersi, inoltre, cosa cambia nell’offerta una volta finita la promozione e tenere d’occhio eventuali modifiche delle condizioni del fornitore o dei propri consumi: un contratto che era competitivo quando lo si è sottoscritto, ricorda il vademecum, può non esserlo più dopo un rinnovo, una modifica delle condizioni o un cambiamento dei consumi.

Udeco ricorda poi il bonus sociale sulle bollette di elettricità, gas e acqua a cui hanno diritto i clienti più vulnerabili: la soglia Isee ordinaria è di 9.796 euro, che sale a 20mila euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico. 

Gli impianti

Infine, l’associazione di tutela dei consumatori ricorda come anche le caratteristiche tecniche degli impianti da cui si riceve l’energia possano incidere sui costi. Per esempio, nel caso dell'elettricità, una parte della spesa è legata alla potenza contrattualmente impegnata: leggendo la bolletta si può confrontare la potenza impegnata con la potenza massima che è stata realmente prelevata. Se si riscontra che la forbice tra i due dati si mantiene sempre molto alta, si può anche «valutare con prudenza» se una potenza più bassa non sia più compatibile con le proprie abitudini di consumo. La prudenza è d’obbligo perché, ricorda il vademecum, «una potenza troppo bassa può far intervenire il limitatore quando usi contemporaneamente più apparecchi». 

Per quanto riguarda il gas, Udeco consiglia di controllare la classe del contatore, dal momento che anche quest’ultima conta per la tariffa di distribuzione, variabile a seconda della portata del contatore. Ma, anche in questo caso, «eventuali modifiche devono essere valutate in relazione alle caratteristiche tecniche dell’impianto e con i soggetti competenti».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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